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Anselmo, Atkins, Wael Shawky insieme a “Organismi” e “Colori”. Ecco il prossimo futuro di Castello di Rivoli e GAM, secondo Carolyn Christov Bakargiev. Raccolto un po’ da Istanbul

di - 19 Febbraio 2016
Mentre la mano indica, la luce focalizza, nella gravitazione universale si interferisce, la terra si orienta, le stelle si avvicinano di una spanna in più… Ecco il lunghissimo titolo della mostra cardine del 2016 al Castello di Rivoli, dedicata a Giovanni Anselmo che avrà così, dopo decenni di onorata carriera, la prima mostra personale in un museo torinese, la sua città. La mostra, curata dalla neo direttrice Carolyn Christov Bakargiev e Marcella Beccaria, sarà realizzata in stretta collaborazione con l’artista, e sarà al  terzo piano della Manica Lunga a partire dal prossimo 6 aprile. E per l’occasione, oltre alla rimessa in scena di una serie di opere storiche, anche la riedizione del libro d’artista Leggere (1971-72). Il giovane Ed Atkins, sarà invece protagonista dell’autunno, dal 27 settembre, in una mostra congiunta con Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (dove sarà allestita una sezione), che non solo porterà in Italia per la prima volta l’artista inglese (il cui lavoro, alla Biennale di Istanbul, è stato prodotto dalla stessa FSRR), ma inaugurerà anche una serie di collaborazioni con le fondazioni private piemontesi. Facendo un po’ man bassa proprio sugli ultimi protagonisti di “Salt Water”.
Wael Shawky, egiziano classe 1971 e vincitore della prima edizione del Premio Merz, aprirà la sua personale a Rivoli e negli spazi della fondazione di via Limone il prossimo 2 novembre, a pochissimi giorni da Artissima: la mostra comprenderà anche una serie di opere realizzate per gli spazi della Manica Lunga del Castello, legandosi alla volontà di uno scambio culturale positivo in questo momento storico critico tra occidente e Medio Oriente.
E alla GAM? Si prepara la “scienza”, campo di interesse spesso tirato in ballo nelle pratiche curatoriali di CBB, con “Organismi” che dal 20 aprile indagherà le relazioni tra gli impulsi organicisti profondi che alimentano l’Art nouveau di Emile Gallé e le aspirazioni biocentriche di rapporto ecologico con il mondo nell’arte contemporanea, e poi  “Colori”, che ripercorrerà la storia del colore nell’arte moderna e contemporanea attraverso la neuroscienza e l’antropologia, passando da Simon Starling a Carla Accardi. Il tutto con allestimenti site specific anche al Castello.

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