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Nel 2006, come direttore dell'Olds "Osser-
vatorio-laboratorio demoantropologico e del sociale", ho organizzato una rassegna di arte nella saletta di un bar al corso della mia città.
Come artista che usa la fotografia, ho voluto
dare dignità al "mezzo" e diffondere la cultura visiva della fotografia ad un pubblico di "non iniziati" e ho scelto la spazio della tazzina di caffè.
Con la consulenza della professoressa Maria Gabriella Guglielmi, titolare della cattedra di Storia della Fotografia, all'Università di Salerno, ho voluto far conoscere l'uso della
fotografia nell'arte contemporanea, dimostran-
do che dall'informale al Kitsch, al surrealismo, è possibile realizzare un'opera d'arte con il mezzo "tecnico".
L'operazione è stata possibile perchè avevamo alle spalle, io e la Guglielmi, un apprendistato
sull'arte contemporanea al seguito, rispettivamente, di Enrico Crispolti, teorizzatore dell'arte del sociale, e di Filiberto Menna, critico d'arte legato soprattutto al "surrealismo".
Antonio Tateo