É notizia di queste ore che le vecchie ciminiere della Battersea Power Station di Londra, che facevano parte della copertina del disco dei Pink Floyd “Animals”, verranno rase al suolo per costruire un palazzo con più di 1200 appartamenti di lusso, con un valore commerciale di circa 600 milioni di euro.
Battersea, ex centrale elettrica in disuso dal 1980, è l’edificio di mattoni più grande d’Europa nonché una sorta di cattedrale nel deserto simbolo di una Londra che non c’è più, del passaggio di una città che è scivolata dall’industria alle banche. Si era parlato di farne un enorme centro commerciale, poi la casa permanente per il Cirque du Soleil e ultimamente il petroliere Roman Abramovich aveva dichiarato di volerci costruire un nuovo stadio per il Chelsea, mantenendo in qualche modo inalterate le strutture esterne ma i costi per una ristrutturazione di qualsiasi tipo sono colossali e, ovviamente, risulta allettante (e a buon mercato, con ottimi guadagni) la proposta di un edificio residenziale che eliminerebbe ogni problematica.
Battersea, che andrà all’asta il prossimo mese, è però classificato come un monumento nazionale dall’English Heritage, e in tutti i modi è un simbolo di Londra. Apparsa in numerosi film la vecchia centrale è stata anche location di un progetto della Serpentine Gallery che nel 2006 si trasferì, per un periodo, all’interno della vecchia “cattedrale” realizzando il famoso progetto a più parti intitolato “China Power Station” curato da Hans Ulrich Obrist, che proponeva uno sguardo ampliato sulla cultura e sull’arte contemporanea orientale. Per ora insomma il destino della vecchia centrale è incerto e, commenta James Brook, un costruttore immobiliare «non succede spesso che edifici del genere vengano rasi al suolo». E se non per l’arte che resti in piedi almeno per i Pink Floyd!
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E' una pessima notizia non solo per l'Inghilterra ma per il resto d'Europa. Abbattere un edificio, che fa parte del patrimonio storico,culturale e visivo per farne un condominio per nuovi ricchi dà l'idea purtroppo dell'apprezzamento della cultura in un paese che in genere l'ha sempre valorizzata. Spero che si mobilitino in tanti contro questi progetto e non solo in Inghilterra.