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Con la cultura non si mangia? Al MAMbo sì. Al museo di Bologna festa doppia, per i dieci anni di apertura e i 100 della sua sede, l’ex forno cittadino

di - 4 Maggio 2017
Pane e alfabeto. Questo era il motto elettorale di Francesco Zanardi, il sindaco di Bologna che decise di istituire l’Ente Comunale di Consumo, per fornire generi alimentari di prima necessità alla cittadinanza, messa a dura prova dal primo conflitto mondiale, allora in corso. Anche l’istruzione era considerata tra i bisogni più urgenti e la giunta comunale si prodigò per favorire le istituzioni scolastiche.
Quest’anno, il forno cittadino, che approvvigionò i bolognesi in quei giorni difficili, compie un secolo e la storia ha voluto che lo stesso luogo sia adesso sede del MAMbo, aperto il 5 maggio di dieci anni fa. Un doppio compleanno, che il Museo d’arte Moderna di Bologna festeggia organizzando due giorni di attività, incontri, aperture gratuite, visite guidate e laboratori che riprendono quel motto.
Si inizia venerdì, 5 maggio, con un laboratorio dedicato ai bambini, che potranno realizzare il proprio pane con la forma delle lettere dell’alfabeto. Spazio anche ai grandi, che scopriranno le abitudini alimentari del secolo scorso, assaggiando polenta povera, polenta con saracche, minestra Fogacci e pane insaporito con cunza. Si parlerà di pane anche sabato, 6 maggio, con Eugenio Riccòmini: «Sono molti gli artisti che hanno messo, nei loro dipinti varie forme del nostro principale nutrimento, e alcuni sono diventati celebri proprio perché dipingevano in modo magnifico le pagnotte che ci sono care, e utili. Perciò vedremo tante forme diverse di pane, di età diversa, di luoghi diversi: dall’antica Roma alla Spagna del tempo di Goya, fino alla pittura dei nostri giorni. Almeno nell’arte, il pane non manca mai».

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