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Conoscere la guerra per educare alla pace: il MIBACT firma un accordo con il Ministero della Difesa, per la valorizzazione del patrimonio museale militare

di - 6 Luglio 2016
L’appuntamento per la firma è domani, all’Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio di Roma, tra il Ministro della Difesa Roberta Pinotti e il capo del Mibact, Dario Franceschini.
Sul piatto? Un accordo per la valorizzazione e la tutela del patrimonio museale militare italiano, consentendo non solo di conoscere i tesori conservati e la storia “mimetica” del nostro Paese, ma anche per iniziare un nuovo percorso turistico, che si aprirà sabato e domenica, 9 e 10 luglio, quando in sette diverse città si apriranno al pubblico le prime strutture.
Roma, Torino, Trento, Venezia, La Spezia, Cagliari sono le prime città interessate, in un progetto che secondo le parole di Franceschini «è anche messaggio per le nuove generazioni, che le guerre le vivono da lontano, affinché ripudino i conflitti e siano educati alla pace».
«Oggi la Comunità internazionale si confronta con nuove minacce che mettono a rischio la pace e la sicurezza internazionale. Per questo è necessario conservare la memoria e le testimonianze di un passato che, seppur lontano, deve essere il monito contro la follia della guerra. Questo importante protocollo d’intesa serve a valorizzare il territorio e al tempo stesso coltivare la nostra cultura e la nostra memoria di popolo», è stata invece la voce di Pinotti.
Tra bandiere, armi, velivoli e unità navali si parte dal Museo Storico dei Bersaglieri, il Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, a Roma, i musei navali di Venezia (in home page) e La Spezia e anche il Museo Storico dell’Aeronautica, a Bracciano, città da dove partì in volo il primo dirigibile militare italiano, così come la celebre caserma Lamarmora di Sassari (sopra) sede dell’omonima Brigata. Avanti tutta.

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  • Salve,
    invitato dal titolo del vostro articolo mi permetto di portare un mio personale suggerimento al tema molto stimolante conoscere la guerra per educare alla pace: i giochi di guerra sono uno dei modi e delle testimonianze forse tra i pù efficaci per soddisfare il tema. Si pensi al Risiko così diffuso non solo in Italia. Per chi come me ha avuto modo di confrontarsi con i giocatori più rilevanti all'estero online si è arrivati alla consapevolezza espressa dal titolo dell'articolo. Chissà se non si possa includere nella mostra anche i giochi di guerra che se rispolverati farebbero toccare con mano cosa vuol dire conoscere la guerra per educare alla pace.

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