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Dopo le polemiche i dipendenti del MoMA votano il nuovo contratto offerto dal museo. E l’esito è finalmente positivo

di - 23 Giugno 2015
Lunedì sera i dipendenti del Museum of Modern Art hanno votato per approvare il nuovo contratto, della durata di 5 anni, proposto dall’amministrazione del museo lo scorso venerdì. L’accordo è arrivato dopo più di un mese di trattative, ma alla fine è stato ratificato dal 95 per cento dei 280 lavoratori membri dell’United Autoworkers Local 2110.
Le negoziazioni sono iniziate nel mese di maggio, ma la svolta è arrivata il 2 giugno quando una protesta fuori dall’annuale gala di raccolta fondi “Party in the Garden”, ha portato all’attenzione pubblica il contenzioso contrattuale in atto tra il museo e l’unione dei lavoratori. Decine di persone hanno manifestato all’entrata della festa impugnando cartelli con su scritto “Arte moderna, salari antichi” o “MoMA, non tagliare la nostra assistenza sanitaria.”
Dopo quest’episodio le trattative sono rimaste in fase di stallo per giorni, non volendo gli impiegati accettare una riduzione della copertura sanitaria e un aumento minimo dello stipendio, a fronte di altri tagli. Poi circa 100 membri della Local 2110 hanno presentato una lettera aperta al direttore Glenn Lowry, chiedendo vivamente di non diminuire i benefit spettanti ai lavoratori. Poco dopo, venerdì scorso, si è svolta la decima riunione di trattativa, preludio di un imminente sciopero. La nuova proposta di contratto ha invece soddisfatto in parte le richieste dei dipendenti, che hanno accettato l’offerta con una maggioranza schiacciante.

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