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Flashback “in senso inverso”. Presentata la quinta edizione della fiera torinese

di - 10 Ottobre 2017
Location milanese, le Gallerie d’Italia di Intesa SanPaolo, per una presentazione torinese: ecco la quinta edizione di Flashback, che si aprirà al Pala Isozaki il prossimo 1 novembre (al pubblico dal 2).
Diretta da Stefania Poddighe e Ginevra Pucci (nelle foto), quest’anno il tema è “In senso inverso”, titolo preso dal romanzo dello scrittore fantasy Philiph K. Dick che, ancora una volta e come è nella filosofia della fiera, vuole analizzare un tempo che scorre a ritroso “un tempo contro-corrente” per analizzare la nostra contemporaneità.
E al grido di “tutta l’arte è contemporanea”, purché appunto mantenga questo sguardo “obliquo”, come ha scritto anche Giorgio Agamben in uno dei suoi più citati saggi, ecco che si presentano le gallerie: da Tornabuoni a Farsetti a Lampronti, da Galleria dello Scudo a Benappi, e oltre al Futurismo – corrente che quest’anno promette di essere ben analizzata, e ben venduta – in fiera, vi sarà anche un focus sugli anni ’70 e le avanguardie italiane presentate dalla Luca Tomio Project Room che vedrà in scena anche un misterioso autoritratto di Gino De Dominicis (a cui Flashback rende ancora un omaggio) di cui stamattina, in conferenza stampa, si è voluto dire ben poco. Meglio non rivelare sorprese ed essere presenti, no?
Poi, visto che il contemporaneo più vicino non può mancare, ecco la mostra dedicata al progetto “Opera Viva“, il ciclo di “opere-su-cartellone” di piazza Bottesini, in zona Barriera Milano, che nei giorni di fiera riunirà gli interventi che sono serviti come avvicinamento a Flashbackk, mostrando insieme i pezzi di Raffaele Fiorella, Cristiano De Gaetano, Fabrizio Bellomo, Rosy in the box e del primo ideatore della kermesse, con Christian Caliandro, l’artista Alessandro Bulgini.
Dulcis in fundo, anche in questo caso senza rivelare troppo, un’installazione di Pascale Marthine Tayou a cura di Galleria Continua. Non solo perché l’arte è tutta contemporanea, ma anche senza confini geografici, prima che di “tempo”.

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