La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo inaugura Palestra, una nuova iniziativa rivolta agli esponenti più giovani della scena artistica contemporanea: la struttura di legno e vetro posta al centro del cortile della GAMeC diventa uno spazio dedicato a progetti inediti di artisti esordienti, un luogo riservato alle ricerche più recenti e promettenti, una vetrina per nuovi potenziali protagonisti dell’arte contemporanea.
Si parte con un’opera di Alberto Guidato, un artista che, usando con disinvoltura diversi mezzi espressivi come video, scultura, pittura e installazione, riflette su questioni che, dall’indagine sul corpo alla critica sociale, oscillano tra una dimensione individuale e una collettiva.
Nei video, di cui è quasi sempre il protagonista, sperimentando sensazioni attraverso azioni anche banali ma liberatorie, quasi terapeutiche per il recupero di una sensibilità corporea spesso sopita, riflette sulla necessità di prendere consapevolezza della “fisicità” del corpo, e non solo. Guidato insinua anche la possibilità di un arte che possa senza pudore parlare di spiritualità, persino in modo esplicito, facendo talvolta uso di immagini che hanno a che fare col sacro. Dalla dimensione individuale, fisica e spirituale, passa poi a quella sociale, affrontando tematiche di interesse collettivo, che spostano l’attenzione su quanto accade al di là dei confini del mondo dell’arte, ponendo la questione del modo in cui l’arte debba rapportarsi alla società, del suo ruolo e della sua funzione. L’arte per Alberto Guidato deve sempre avere un legame inestricabile con ciò che la circonda, con la vita e i problemi della società a cui appartiene, essere testimone del suo tempo, e strumento di riflessione.
Il progetto per la GAMeC è una critica a quell’occidente ricco, incapace di vedere i propri errori, di guardare oltre, di assumersi le proprie responsabilità. E’ l’immagine dell’urgenza di un cambiamento. Una grande trave di legno, incastrata diagonalmente dal soffitto al pavimento all’interno dello spazio, porta incisa la scritta “SHOW MUST GO STOP” (lo spettacolo deve finire): non vuole essere un monito ma una provocazione, perché lo show in realtà non deve assolutamente finire ma solo cambiare, e continuare in maniera diversa. Questa scultura sta lì a ricordarci, anche con tutta la sua pesantezza, quanto grande e ingombrante sia questa “trave” da rimuovere per liberare lo sguardo, e cambiare le cose. Perché le cose possono cambiare, e l’arte se non altro può e deve farci vedere tale possibilità.
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