Categorie: Speednews

Giro del mondo alla Biennale di Lione. Dal minimale di Lee Ufan al colonialismo di Sinzo Aanza

di - 20 Settembre 2017
Ancora un tour de force alla biennale di Lione, questa volta partendo dalla Fondazione Bullukian, con Lee Mingwei che presenta Histoires du soir, per passare, quindi, all’istituto d’Arte Contemporanea, che accoglie Rendez-vous, una piattaforma dedicata alla giovane creazione internazionale, arrivando, infine, al Convento de la Tourette, progettato da Le Corbusier e appartenente all’ordine domenicano, con Lee Ufan.
L’artista coreano investe lo spoglio cemento armato del convento con la leggerezza della carta di riso, con la quale ricrea uno spazio semi chiuso, e interviene sulla fragilità di un pavimento, coperto di frammenti di ghisa per destabilizzare lo spettatore, mentre una lastra di acciaio, leggermente obliqua rispetto al terreno, sembra posata nel giardino esterno come un reperto archeologico. «Inizialmente è stato difficile, questo è un luogo privato di bellezza, austero. Dunque ho deciso di soggiornare qui e confrontarmi con la forza dell’edificio. Ho cercato di rendere visibile quello che soggiaceva nell’ edificio stesso», ha dichiarato Lee Ufan, durante la conferenza stampa.
In Rendez-vous sono stati presentati dieci artisti francesi o residenti in Francia, oltre che una decina di artisti proposti da biennali e triennali del mondo. Tra queste, la biennale di Lubumbashi, Repubblica Democratica del Congo, è qui rappresentata da Sinzo Aanza, con Projet d’attentat contre l’image, un’istallazione sonora e visiva. Artista multidisciplinare, Aanza esplora i rapporti tra l’eredità colonialista e quella ancestrale delle varie etnie del suo paese d’origine, ricreando una rappresentazione sacra attraverso il dialogo tra maschere, bibbie e breviari. Un lavoro che ci parla della ricerca del paradiso nell’inferno della quotidianità, quando l’orrore diventa banale, sulla scia di Genealogia della banalità, romanzo scritto dallo stesso Aanza. Troviamo anche Laure Mary-Couégnias e il suo universo colorato, pop e un po’ surrealista, o Igor Keltchewsky che esplora il mondo numerico nel quale ha creato un alter ego dal nome Abraham Murder, una rock star che, nel filmato Ransdom Perpectives, ci trasporta in un ambiente ludico, colorato e illusorio. Tra gli altri lavori, anche la performance Sculpture, del duo composto da Amélie Giacomini e Laura Sellies, e l’installazione di Thomas Teurlai che crea spazi che richiamano oggetti del quotidiano rivisitati e inquietanti. (Livia De Leoni)

Articoli recenti

  • Mostre

Marco Rèa e l’autopsia del glamour: la mostra a Street Levels Gallery di Firenze

Alla Street Levels Gallery di Firenze, circa 50 opere raccontano l’evoluzione della ricerca di Marco Rèa: in mostra 20 anni…

18 Maggio 2026 13:30
  • Musei

Il Met ingloba la Neue Galerie: la fusione firmata Ronald Lauder divide il mondo dell’arte

Il Metropolitan Museum integrerĂ  la Neue Galerie entro il 2028: nella collezione del museo di New York entreranno capolavori di…

18 Maggio 2026 12:14
  • Arte contemporanea

Molte identitĂ  o nessuna: intervista al grande artista Lamberto Pignotti

In occasione della mostra IDENTIKIT, alla galleria Bianco Contemporaneo di Roma, con Lamberto Pignotti e Hogre riflettiamo su identitĂ  contemporanea,…

18 Maggio 2026 11:30
  • AttualitĂ 

Massimo Osanna pronto a guidare il DIAC, il super dipartimento della cultura

È ormai data per certa la nomina di Massimo Osanna alla direzione del DIAC - Dipartimento per le AttivitĂ  culturali…

18 Maggio 2026 10:21
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 18 al 24 maggio

Una selezione degli spettacoli e dei festival piĂš interessanti della settimana, dal 18 al 24 maggio, in scena nei teatri…

18 Maggio 2026 9:42
  • Mostre

Erik Schmidt all’Espai d’Art Contemporani di Castellò. L’Io come farsa produttiva

L’Espai d’art contemporani de CastellĂł, fino al 24 maggio, mette in scena la retrospettiva dell’artista tedesco The Rise & Fall…

17 Maggio 2026 16:30