Per questa estate però le cose sono cambiate. Grazie al lavoro della Galleria Civica diretta da Fabio Cavallucci (una delle kunsthalle italiane che portano avanti un lavoro sottile e mirato sul territorio) e grazie all’artista indocinese Rirkrit Tiravanija.
Avvezzo a generare comunità con la scusa della ‘somministrazione’ (all’edizione numero dieci di Documenta, nel ’97, aveva servito zuppa orientale durante l’inaugurazione), Tiravanija ha ricreato un vero pub di tendenza nei locali della Galleria. Dei banconi per le bevande, vasi di piante, luci colorate o soffuse, dj resident e invitati da fuori. E in una città avara di iniziative per i giovani il successo non si è fatto attendere. Nei giorni infrasettimanali le presenze superano agilmente il centinaio tanto che per non indispettire gli esercenti la galleria ha deciso di non aprire il pub di sabato…
L’iniziativa si affianca alla mostra Prove d’Ascolto composta da installazioni (Mario Merz, Kendell Geers, Nicola de Maria e altri) pubbliche per le strade del capoluogo trentino.
Dalla grande rassegna del Musée Guimet di Parigi, alla mostra di videoarte al MASI di Lugano, i musei europei esplorano…
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Mi interessa esplorare la tensione tra presenza e assenza, tra vulnerabilità e orgoglio, tra desiderio di abbandono e impulso narcisistico.