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Król Roger ipercontemporaneo. I Masbedo inaugurano la stagione dell’Accademia di Santa Cecilia

di - 4 Ottobre 2017
Sarà un Re Ruggero molto contemporaneo, quello che andrà in scena il 5, 7 e 9 ottobre, all’Auditorium Parco della Musica di Roma. La stagione sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia si aprirà con una vertiginosa sovrapposizione tra i periodi storici, visto che sul palco vedremo Ruggero il Normanno, primo re di Sicilia dal 1130 al 1154, come riletto nel Król Roger, dramma lirico composto da Karol Szymanowski nel 1924, su libretto cofirmato da Jarosław Iwaszkiewicz, con Antonio Pappano, Direttore Musicale dell’Accademia, a guidare l’orchestra e il coro. E sul palco, nella sofisticata corte del re, tra le gesta di nobili, intellettuali, guardie e sacerdoti, si muoveranno anche i Masbedo, duo formato Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni, che manipoleranno la materia percettiva, visiva e concreta, oggettuale, per comporre una sorta di metatesto, proiettato in tempo reale su un grande schermo sospeso sull’orchestra. Questa storia parallela, resa attraverso un supporto tecnologicamente avanzato, reagirà allo scorrere della trama, delle parole e della musica, evidenziando alcuni particolari, muovendo certi oggetti, smuovendo terreni psichici, ponendo l’accento sul dissidio archetipico tra apollineo e dionisiaco, raffigurato nei due protagonisti dell’opera, Re Ruggero e il Pastore.
Una poetica di ibridazione tra strumenti e linguaggi, che, per i Masbedo, è un metodo di ricerca. Proprio pochi mesi fa, a maggio (ne scrivevamo qui) avevano lavorato a 30072007, un progetto nato dalla collaborazione con Davide Tomat, musicista, produttore, compositore, e G.U.P. Alcaro, sound designer, musicista e programmatore, su alcune scene elaborate da Zabrinskie Point, di Michelangelo Antonioni, e Monika, di Ingmar Bergman. E non è nuovo nemmeno il dialogo con l’opera lirica, perché già nel 2014, all’Arena di Verona, per la regia di Mariano Furlani, avevano interpretato il Flauto Magico di Mozart.

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