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L’arte contemporanea? Non la comprate più. Parola del mensile di Classeditori Patrimoni

di - 18 Dicembre 2005


Investimenti in arte? Ovunque basta che non sia contemporanea. Parola di Milano Finanza.
E’ la morale di Patrimoni mensile della testata meneghina. Un numero speciale, quello di dicembre, interamente dedicato agli acquisti alle aste, con parentesi sul fenomeno del Private Banking e immancabile classifica dei migliori 50 istituti operanti in Italia.
Ampio spazio è dedicato, neanche a dirlo, agli investimenti in opere d’arte. Come e dove comprare e vendere, i settori durevoli e quelli volatili, istruzioni per partecipare alle aste, i bestselleres, le aste on-line, tabella regolamentare di Gabrius con le oscillazioni di valore di un campione d’artisti dal ’94 al 2005.
Tutto bene? Macché. Perché l’arte contemporanea, unanimemente riconosciuto come il segmento che ha dominato il settore nelle ultime due stagioni, ne esce con le ossa rotte. Meglio l’arte antica, meglio gioielli e persino mappamondi, meglio la tuta di Valentino o il casco…. di Darth Vader. Una concessione la si fa giusto giusto, e udite udite, per Schifano. Un artista immenso, certamente un monumento del nostro paese, ma anche uno degli artisti più difficili da trattare, per essere stato tanto prolifico quanto altalenante e per aver patito sul mercato, alla sua scomparsa, un’inondazione di falsi seconda forse solo a quella famosa denunciata da de Chirico. Da ultimo arriva l’esperto di turno, nella persona di Alberto Bolaffi, collezionista e titolare dell’omonima casa d’aste torinese; che schifa i giovani, li definisce banali, insopportabili e semplici copisti. Non investirebbe un euro su di loro. E, presentato come uno dei maggiori esperti mondiali d’arte moderna e contemporanea (forse una volta), si dilunga a descrivere il suo ultimo colpaccio da Sotheby’s: una tavoletta d’argilla assiro-babilonese del 3.000 a.c. strappata per 300 mila euro. Fortuna che i collezionisti leggono pure (e soprattutto) Exibart…

[exibart]

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  • Visto che ci siamo, perché non torniamo alle clave e a dipingere nelle grotte, tanto!...

  • Aspetto da tempo che exibart metta i risultati delle aste, i prezzi delle opere chiedendoli ai galleristi.
    non capisco perchè non lo fa?
    sarebbe utile strmento di valutazione.
    All'estero è consuetudine.

  • è sufficiente che tu legga la rubrica "tornaconti" su Exibart.onpaper, per esempio...

  • e a quando su exibart una bella rubrica sul mercato dell'arte contemporanea, ben fatta, professionale ecc... ecc... con oscillazioni, numeri, cifre, percentuali ecc...ecc...? è difficle , ma ce la potete fare, c'ho sò!

  • Siamo alle solite, ho sempre pensato che se una materia culturale che riflette questo meraviglioso mondo dell'arte risulta ancora ostica e suscita molte volte un allontanamento soprattutto dei giovani piuttosto che l' entusiasmo di potersi circondare delle opere anche e soprattuto di artisti emergenti che faranno la storia dell'arte del futuro, sia di questi presuntuosi "critici" che sputano sentenze a destra ed a manca a secondo della loro convenienza. Sarebbe ora che non avessero più la possibilità di farlo, e questo spetta ai mezzi di comunicazione, che li mettano a tacere una volta per tutte e gli tolgano lo spazio per darlo a chi ha veramnete qualcosa da dire. Si, anche da parte mia alla pubblicazione in collaborazione coi galleristi delle quotazioni dell'arte contempoarea!!

  • Appartengo con orgoglio alla categoria di quelli che non valgono niente! Secondo loro.
    Sono un artista contemporaneo perchè non sono ancora morto e conto di restare in vita ancora un bel pò! Complimenti comunque a chi incentiva in questo modo i giovani artisti che sono indiscutibilmente il futuro del pianeta, perchè gli artisti creano, sognano e realizzano i propri sogni. Si tenga la tavoletta del 3000 a.c. (con tutto il rispetto) ma rispetti anche, il Signor Bolaffi, chi fa questo "mestiere" con tanta passione ed entusiasmo.
    Buon Natale a tutti comunque.
    Vittorio De Marchi

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