In crescita esponenziale, arriva la quarta edizione di Frieze, la fiera d’arte contemporanea che, con piglio sbarazzino ma con intenzioni fin da subito battagliere, ha colmato un vuoto impensabile in una piazza calda come la sempre swinging London. Al via in Regent’s Park si presentano centocinquanta gallerie da tutto il globo, dieci in meno dello scorso anno sacrificate sull’altare della selezione qualitativa, con alcuni dei maggiori players mondiali decisi a non steccare il vero avvio di stagione sul principale palcoscenico europeo. Dai potenti network come Gagosian e Hauser & Wirth, ai “padroni di casa” come Haunch of Venison, White Cube/Jay Jopling, Max Wigram, Victoria Miro, Waddington, Lisson, Luhring Augustine, Annely Juda, agli americani Gladstone, Marian Goodman, Matthew Marks, Maccarone, a gallerie ormai storiche come Sadie Coles HQ, Chantal Crousel, EIGEN + ART, Jablonka, Yvon Lambert, Sprüth Magers, David Zwirner. Nove le italiane, le stesse ai blocchi di partenza lo scorso anno, con il solito cartello milanese (De Carlo, Guenzani, Francesca Kaufmann, Marconi, Zero), le torinesi Franco Noero e Sonia Rosso, Minini da Brescia e Raucci/Santamaria da Napoli. Spicca ancora una volta l’assenza di galleristi romani, che senza vetrine internazionali così importanti rischiano di rallentare gli indiscutibili passi avanti della capitale nel contemporaneo. Grandi nomi in campo per il Frieze Sculpture Park, allestito in un’area adiacente all’edificio centrale, con artisti come Scoli Acosta, Tom Claassen, Peter Coffin, Richard Deacon, Berta Fischer, Sarah Lucas, Paul Morrison, Sam Samore, Kenny Scharf, Roman Signer, Vincent Tavenne. Sulla falsa riga delle mitiche Art Basel Conversation, Frieze Talks mette in fila un folto gruppo di critici, artisti ed intellettuali – da Francesco Bonami a Marina Abramovic, Liam Gillick, Tino Sehgal, ma con gli occhi puntati sull’atteso intervento di Jean Baudrillard – a dibattere di vari temi legati ai diversi aspetti della creatività . Novità assoluta è invece il Cartier Award, con la vincitrice Mika Rottenberg che presenta la sua opera nell’ambito di Frieze Commissions, sezione che vede opere realizzate appositamente per la fiera o per la sua proiezione esterna. Diretta da Matthew Slotover e Amanda Sharp, Frieze vede quest’anno l’ingresso come main sponsor del colosso Deutsche Bank.
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brava mika rottemberg, stupendo lavoro
a milano alle case d arte l anno scorso a milano, ora vdremo cosa fara a londra!!!
...bbrrrrr!...
Frieze, e più in generale il mercato dell'arte ... è tutto un bluff!
Si respira un gelo oceanico. E tra le opere non spicca nulla di veramente interessante.
Nulla. Forse solo 4 piccole cose. Ma per il resto il solito macinato di carne suina trita e ritrita!
Le gallerie italiane a Frieze? Son le migliori!!!
Guenzani sempre numero 1!!! In calo De Carlo