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Nelle fotografie di Anna di Prospero al Cubo di Bologna, l’architettura danza con il corpo

di - 15 Gennaio 2019
Al CUBO di Bologna, all’interno dello Spazio Arte, è in chiusura “Luoghi familiari”, personale della fotografa Anna Di Prospero (Roma, 1987) con testo in catalogo del critico Antonio Grulli. In questa mostra, realizzata col contributo della MLB Home Gallery di Ferrara, sono state esposte due serie che fanno parte dei tre principali progetti realizzati sino a ora da Di Prospero: i luoghi, le persone e l’inconscio.
Sinuosi edifici, tra i più iconici dell’architettura nazionale e internazionale, con i quali l’artista ha dialogato posando in scatti studiatissimi in cui spesso sono serviti più viaggi e più o meno lunghe residenze per riuscire ad arrivare al giusto feeling con il luogo immortalato. Una sorta di danza paragonabile alla sensualità di un tango tra il corpo dell’artista e le strutture architettoniche firmate, tra gli altri, da Frank Gehry e Zaha Hadid.
In esposizione, anche le immagini scattate con alcuni dei membri della sua famiglia, progettate insieme a loro in ogni dettaglio, dalla scelta del vestito al luogo, alla posa. Particolarmente significativo è l’aneddoto raccontatoci a proposito dello scatto in cui compare la nonna materna, che è stato lo scatto più impegnativo, richiedendo molto più tempo di quelli fatti con sua madre e sua sorella.
Con questi progetti, l’artista ha vinto numerosi premi fotografici, grazie ai quali lo scorso dicembre ha partecipato  alla collettiva “Chi sono io? Autoritratti, identità, reputazione”, presso la Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia, a cura di Maria Livia Brunelli in collaborazione con la stessa Fondazione, MLB e Contrasto, editore del libro omonimo firmato da Concita De Gregorio che resterà aperta fino ai primi di febbraio. (Vincenzo D’Argenio)

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