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OpenOtium per tutta la città. A Napoli, un weekend all’insegna dell’arte contemporanea

di - 12 Maggio 2018
Un progetto dal grande fascino, quello presentato dall’Art concept Hotel SuperOtium, non una semplice struttura ricettiva ma uno spazio che intende mettere in connessione la città e il suo pubblico con la scena internazionale dell’arte contemporanea. Un luogo che vuole far operare a stretto contatto gli artisti, i ricercatori, i curatori e tutti gli operatori e gli amanti della cultura, attraverso un concept  informale, giovane e finemente ricercato, degli spazi da condividere, opera del gruppo di architetti e designer Hypereden, che sono riusciti a recuperare gli elementi più antichi della struttura e a farli dialogare sia con lo spazio esterno che con il design più moderno.
Questo luogo, oltre a essere un nuovo punto d’incontro e di residenze, è diventato anche piattaforma di partenza per le diverse attività in programma, come la serie d’incontri SENSazionaLI, a cura del duo di artisti Bianco-Valente, i quali si sono ispirati all’antica figura del sensale, mestierante che abilmente stipulava accordi tra più parti, sia nei diversi settori economici ma anche in fidanzamenti e matrimoni. Il parallelo nasce dal fatto che qui, allo stesso modo, si cerca volontariamente di far scattare quella stessa scintilla di passione ma tra i vari professionisti dell’arte. I primi a partecipare a questo appuntamento sono stati l’artista giapponese Kensuke Koike e il sound designer Renato Grieco, moderati dalla curatrice Maria Teresa Annarumma. Entrambi hanno raccontato al pubblico presente parte del loro lavoro, sottolineando anche quello che è il loro percorso artistico e le loro emozioni. In questo modo i loro linguaggi estremamente diversi hanno trovato dei punti in comune, confermando la tesi che le pareti che dividono le arti risultano sempre molto sottili. Il lavoro presentato da Koike si basa sulla rielaborazione dell’immagine fotografica che, attraverso il taglio certosino da parte dell’artista, assume una materialità quasi scultorea, illusionistica, nei confronti del supporto bidimensionale mentre quello di Grieco, invece, mette al centro la materialità del suono e dei suoi supporti, attraverso anche la riflessione sull’essenza della musica che, rispetto alle arti visive, ha la peculiarità di esistere solo nel momento in cui viene suonata.
Nei tre giorni di eventi, inoltre, verranno presentati i partner, tra i quali il Goethe Institut Neapel, Riot Studio e ShowDesk, e sarà data la parola a tutti i vari attori che hanno partecipato al programma di residenze dei mesi scorsi, come Gianluca Panareo (foto in alto), Hypereden, Isotta Bellomunno e Simona Da Pozzo, e che prenderanno parte al progetto OpenOtium che animerà il weekend tra l’11 e il 13 maggio con concerti, studio visit, talk e tour artistici in giro per la città. Qui il programma completo. (Emanuele Castellano)

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