La nuova Sala Multimediale – il Wiegand Multimedia Center, così denominata dalla Fondazione americana che ne ha permesso la realizzazione – è ospitata in un grande ambiente sotterraneo contiguo all’ingresso del Museo agli Eremitani. E’ dal Museo che si accede alla Cappella giottesca, parte integrante del sistema museale civico.
La realizzazione è frutto della collaborazione di una équipe multidisciplinare che, per la prima volta, ha messo insieme esperti di didattica dei beni culturali, di comunicazione, storici dell’arte, psicologi, informatici, storici della musica, botanici e persino un teologo.
Nel percorso si alternano momenti di ricezione “passiva” delle informazioni ad altri in cui il visitatore può attivamente intervenire, scegliendo fra le differenti tematiche proposte nelle varie postazioni, utilizzando gli strumenti informatici appositamente realizzati (realtà virtuale, multimediali e filmati interattivi) o entrando in spazi fisicamente ricostruiti (ad esempio la casa di Anna e la bottega dell’artista).
Il progetto multi-interattivo ha lo scopo di introdurre, alfabetizzare e contestualizzare l’evento della visita alla Cappella secondo un percorso di apprendimento multifattoriale scandito da tre momenti topici: l’immersione, l’attesa, la visita. Al termine di questo itinerario virtuale e reale di conoscenza, l’utente potrà procedere alla visita della Cappella secondo l’approccio più corretto alla comprensione, alla memorizzazione e alla sedimentazione culturale del contesto (ovviamente con differenti sfumature rispetto al proprio background culturale). Le tipologie di installazione si definiscono secondo quattro finalità: narrativa, virtuale cognitiva, multimediale ed espositiva.
Una delle postazioni, ad alto grado di interattività, consentirà al visitatore di immergersi totalmente nella ricostruzione virtuale dell’affascinante mondo giottesco, esplorando e interrogando gli affreschi secondo diversi percorsi di lettura.
[exibart]
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