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Più iconico della finzione. A Milano, Bruce Gilden svela il suo modo di fotografare il mondo

di - 5 Maggio 2018
Dieci giorni fa la città meneghina ha assistito alla nascita di Street Photo Milano, il primo festival di Street Photography collegato a quello prestigioso di Miami (MSPF) sostenuto da Leica. 9 giorni ricchissimi di eventi (coordinati dai ragazzi del collettivo Eyegobananas), workshop, talk, portafoglio review e mostre con nomi davvero d’eccezione: da Alan Schaller a Craig Semetko, da Nick Turpin a Roberto Koch. Tuttavia non poteva mancare all’appello lui, il mostro sacro della fotografia di strada mondiale. Mr Bruce Gilden.
Il fotografo nato a Brooklyn nel 1946 ed entrato a far parte della prestigiosa Agenzia Magnum nel 1998, è conosciuto in tutto il mondo per i suoi ritratti non convenzionali. Da vicino, con una inquadratura dal basso, Bruce scatta rapidissimamente in modo che le persone in strada non abbiano possibilità di scegliere posa alcuna. Nascono così dei volti veri, distorti, lontani da una bellezza patinata e perfetta. Iconici. Perché, per il fotografo un po’ burbero un po’ no, in un mondo di uguali ‹‹l’aspetto più interessante è l’esaltazione della diversità››. La realtà è meglio e più teatrale di ogni fantasia.
Stasera, alle ore 18, presso la sede del Festival, lo Spazio Edit (storici uffici dell’agenzia Grazia Neri) in Via Maroncelli 14, Gilden terrà una conferenza aperta a tutti: amanti, fotografi professionisti, amatori e curiosi. Svelerà il suo modo di vedere il mondo raccontando aneddoti sulla gente fotografata e sulla sua stessa vita. Perché tutti i passi che Bruce Gilden ha fatto nelle strade del mondo, tutte le fotografie che ha scattato con la sua Leica, lo hanno portato, qui, ora, allo Street Photo Milano. (Maria Vittoria Baravelli)
In alto: Bruce Gilden, Cemetery. Port-au-Prince, Haiti 1988 © Bruce Gilden / Magnum Photos

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