Che “il passato serva al presente” i cinesi lo teorizzavano fin dalla più remota antichità. E quale migliore occasione di una mostra sui nianhua o “stampe del nuovo anno”, per ribadire tale concetto. Si tratta di xilografie, monocrome o più spesso colorate, comparse in Cina già in epoca imperiale. Di grandissima diffusione popolare, venivano incollate sulle soglie delle case e all’interno delle abitazioni, in occasione della Festa per il Capodanno Lunare o Festa di Primavera, con funzione propiziatoria e apotropaica. Le opere esposte appartengono alla Collezione “Kwok On” e sono state cortesemente messe a disposizione dalla Fundação Oriente, Lisbona, e da una Collezione privata in occasione di questa esposizione organizzata dal CESMEO in collaborazione con la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Torino. Bisogna ricordare che a quelle suggestioni artistiche si sono richiamati anche gli artisti della Cina moderna e contemporanea; i richiami a un “realismo” talvolta troppo gravato di contenuti politici e di propaganda, proprio grazie a questo patrimonio si sono spesso stemperati in opere dense di calore e di umanità. A tal proposito nel saggio introduttivo al catalogo, il prof. Pimpaneau, curatore della mostra, ricorda uno dei padri della cultura cinese moderna, lo scrittore e intellettuale Lu Xun, che già negli anni Trenta richiamava l’attenzione sulla efficacia comunicativa dei nianhua, anche per trasmettere e sostenere contenuti nuovi. Così, ora agli elementi leggendari o mitologici vengono sostituiti contenuti sociali e la tradizione, rivitalizzata e rinnovata, confluisce nella moderna grafica della cartellonistica e della pubblicità. (c. g.)
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