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Sei mesi d’oro per Sotheby’s. Che va in vacanza con il pollice alzato su vendite e nuovi collezionisti

di - 16 Luglio 2013
Si chiude prima dell’estate, con ottimi risultati, il mercato di Sotheby’s, che annuncia i dati del suo successo.
Il totale delle aste relative al primo semestre del 2013 è pari a qualcosa come 2,55 miliardi di dollari, in crescita rispetto allo stesso periodo del 2012, quando un colpaccio da 120 milioni di dollari era arrivato con la vendita de L’urlo di Edvard Munch.
Le “Impressionist & Modern Art Sales” hanno totalizzato 740,6 milioni dollari, in crescita rispetto 2012, mentre I sei mesi di arte contemporanea hanno fatto qualcosa come 757,7 milioni dollari.
Poi c’è, ovviamente, il lato-clienti. Secondo le statistiche della casa d’aste, il 65 per cento dei compratori che ha concluso una transazione in privato, lo ha fatto per la prima volta. Il che significa un grande incremento tra gli investitori, di cui il 40 per cento sarebbe invece abituali, ma che avrebbero “confermato” la volontà di comprare in una nuova categoria, per la prima volta. E ancora; il 30 per cento di tutti I clienti che hanno partecipato alle aste è registrato al sito.
Non manca poi la voce “nuovi mercati”, dove Sotheby’s ha preso piede per prima, sbaragliando sul tempo la concorrenza occidentale. Nella prima metà del 2013, si sono infatti registrati più acquirenti provenienti da diverse aree dell’Asia -da cui sono arrivati il 22 per cento dei collezionisti-, Medio Oriente e America Latina. Grande attenzione soprattutto per la Cina, dove Sotheby ‘s ha tenuto la sua prima asta lo scorso settembre, e dove tornerà a vendere di nuovo entro la fine dell’anno.
Dulcis in fundo ancora una nota per l’interesse verso l’Impressionismo e il Contemporaneo: tra maggio e giugno nelle aste relative sette opere sono state vendute per più di 20 milioni di dollari, con la partecipazione di 35 Paesi nelle vendite serali sia legate all’Impressionist & Modern, che al Contemporaneao, e la collezione Alex & Elisabeth Lewyt, ha portato nelle casse 104 milioni di dollari.
E forse ancora meglio è andato per gli “Impressionisti e Moderni”, che hanno segnato record di presenze in sala e partecipazioni alle aste da 38 Paesi, dove il 10 per cento degli offerenti proveniva dai nuovi mercati. E poi c’è stato il grande incanto di Le Palais Contarini di Monet, venduto per 19, 7 milioni, il  prezzo più alto per qualsiasi opera venduta a Londra durante la stagione estiva.

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