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Sputare su Romaeuropa e il “Verdi” di Parma. Il Movimento Cinque Stelle blocca i finanziamenti per i celebri Festival, accusati di essere “marchette”

di - 21 Dicembre 2015
Non è passata alle cronache nazionali, e nemmeno in quelle dell’arte. Eppure, in aula, nell’ultimo passaggio della Legge sulla Stabilità, ci sono state vittime illustri. Due, per la precisione. Il Festival Verdi del Teatro Regio di Parma, e il RomaEuropa Festival capitolino. La mano che ha stroncato i finanziamenti (alla kermesse romana era preventivato un milione di euro)? Quella dei grillini, che si sono abbattuti sull’emendamento che destinava le risorse, urlando che si trattasse d’altro che una “marchetta”.
Perché? Perché la Presidente del Festival, Monique Veaute, è la moglie del deputato PD Marco Causi. Una bagarre talmente infuocata in cui ha dovuto prendere le difese di Veaute anche Matteo Orfini, Presidente del Partito Democratico, che sulla sua pagina facebook ha scritto un lungo post: “Monique Veaute è una personalità stimatissima del panorama culturale che ha ricevuto onorificenze importantissime, prevalentemente in Francia dove non penso ascoltino il parere di Causi. Se i grillini si fossero informati […] avrebbero scoperto che il Romaeuropa festival esiste da 30 anni, che è un’eccellenza europea, che ha un successo incredibile e che è uno dei pochi festival che promuove il contemporaneo e l’innovazione […] che in questi anni ha visto ingiustamente tagliati i fondi a sua disposizione, anche dalle nostre amministrazioni”.
Fatto sta che la maggioranza, per una volta, è stata ben compatta contro la cultura, e alla fine l’emendamento del Pd a firma Andrea Ferro è stato ritirato. Niente milione a RomaEuropa, e nemmeno la stessa cifra per il Verdi di Parma, città amministrata proprio da un Sindaco (Federico Pizzarotti) Cinque Stelle. “Ai colleghi grillini mi permetto di suggerire due cose: prima di lanciarvi in queste campagne volgari, almeno un’occhiata ai cv datela; ma soprattutto, se vi capita, ogni tanto andateci a teatro. Che questo Paese politici che hanno sputato sulla cultura ne ha già sopportati abbastanza. E per fortuna ha deciso di cacciarli”, ha chiuso Orfini nel suo post. Sottoscriviamo.

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