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The Others, si cambia! Via dalle carceri di Porta Susa, un nuovo comitato curatoriale e un format rivisto per la giovane fiera di Torino

di - 31 Agosto 2016
Sesto anno di The Others, la giovane fiera di Torino che da sempre collochiamo all’ex Carcere Le Nuove, accanto alla stazione di Porta Susa. Ecco, da quest’anno i corridoi e le celle (che spesso abbiamo visto sovraffollati, per fortuna) resteranno il bel ricordo di un’avventura cresciuta negli anni perché, fatto sta, che The Others cambia sede e si trasferisce all’ex Ospedale Regina Maria Adelaide, primo spazio di quella che si promette essere – in futuro – una fiera nomadica e che occuperà via via, almeno nel prossimo triennio, spazi anticonvenzionali, spesso in disuso, contribuendo alla riattivazione degli stessi.
Chiuso lo scorso aprile, e concesso per la realizzazione di The Others dalla Città della Salute e della Scienza di Torino, l’edificio di fine ottocento si trova sulle rive della Dora, a cinque minuti dalla splendida piazza Castello. Posizione invidiabile, specialmente per quella che sarà la notte bianca dell’arte del prossimo 4 novembre.
E cosa cambia oltre la location? Per esempio il board curatoriale, che dopo le dimissioni di Olga Gambari e Roberta Pagani quest’anno vede entrare in campo le giovani Greta Scarpa e Ludovica Capobianco con Bruno Barsanti, per una fiera che ancora privilegerà l’universo dell’arte emergente e la sua promozione ma che si vuole muovere “verso un’identità aperta e multiforme”, si legge nella nuova presentazione. “Mobilità, flessibilità, spirito di adattamento, dinamismo, eterogeneità, cosmopolitismo, contaminazione culturale, autonomia” sono i termini di questo nuovo “sradicamento” che verrà indagato anche attraverso un roundtable in cui importanti attori del sistema dell’arte emergente discuteranno del Nomadismo Culturale, mentre a variare sarà anche un poco la composizione della fiera: accanto alle proposte delle singole gallerie anche “The Others Performance“, un programma giornaliero di azioni, “The Others Screen“, ovvero tre stanze dove ogni giorno si alterneranno i video presentati dagli espositori e selezionati dal Comitato, mentre torna per il secondo anno la proposta “Exhibit“: nella Palestra principale del Maria Adelaide sculture, installazioni e interventi multimediali senza limiti di formato potranno dialogare liberamente con lo spazio.
E come ogni fiera che si rispetti, infine, i premi: in questo caso al “Miglior Progetto Curatoriale” (mille euro di bonus); “Premio Opera Inedita” per gli espositori che ospiteranno nel proprio spazio un’opera mai esposta al pubblico prima di The Others 2016 (anche in questo caso mille euro di montepremi) e il “Premio Exhibit“, che permetterà all’artista selezionato di presentare un progetto di mostra che si svilupperà all’interno di un project space durante la settima edizione di The Others, nel 2017. Giovani fiere crescono; appuntamento dal 3 novembre, e in bocca al lupo!

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