La sua ultima uscita non è piaciuta a tutti ma qualcuno ha provato ugualmente a fare il colpo. Un uomo è stato fermato nel tentativo di rubare l’opera che Banksy aveva regalato, poche settimane fa, al General Hospital di Southampton. L’opera, che rappresenta un omaggio al personale medico e sanitario, considerati i nuovi supereroi del Coronavirus, rimarrà esposta nell’ospedale fino all’autunno prossimo, quando sarà messa all’asta per raccogliere fondi per l’NHS – National Health Service. Ma evidentemente c’è chi preferisce la beneficenza individuale.
L’uomo si era intrufolato nell’ospedale già nelle prime ore della mattina dell’8 maggio, appena due giorni dopo la gradita donazione dell’anonimo street artist, ma la notizia è trapelata solo oggi, riportata dal Sun. Bardato di tuta ignifuga e armato di trapano cordless, il sospetto è stato immediatamente notato dalle telecamere mentre si aggirava nei dintorni dell’opera che, intitolata Game Charger, raffigura un bambino che gioca con una supereroina vestita di mantello e grembiule della croce rossa.
«L’uomo camminava brandendo un trapano a batteria. La sicurezza lo ha individuato e ha chiesto a un supervisore se dovevano fermarlo. Gli è stato detto di tenerlo d’occhio ed è stato notato passare vicino all’opera per almeno cinque volte», hanno spiegato al Sun. Quindi è intervenuta la vigilanza, che ha allontanato l’uomo.
Insomma, una storia a lieto fine, anche se alcuni particolari non tornano. Per esempio, perché non si è attesa la flagranza di reato? E poi, per quale motivo non è stata chiamata la polizia?
Di certo non è la prima volta che le opere di Banksy vengono trafugate, anche in maniera clamorosa, facendo riflettere sul reale valore dei suoi pezzi. Per esempio, a febbraio due persone furono state arrestate a Parigi, sospettate del furto del murales sul cartello pubblicitario nei pressi del Centre Pompidou. In questo caso, lo stencil del topo, una delle icone di Banksy, fu letteralmente strappato dalla sua sede con l’ausilio di trapani e di un camion dotato di una piattaforma mobile, in piena notte. Venne anche diffuso un video in cui si riprendeva la rumorosa e scenografica dinamica.
E anche in Italia la Banksy mania continua a impazzare: appena chiusa la mostra a Palazzo Ducale di Genova, ne aprirà un’altra il 30 maggio, a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, il primo passo della gestione di Ferrara Arte firmata da Vittorio Sgarbi, che ha fatto tanto felice Matteo Fornasini, assessore alla cultura e al turismo della città estense.
In esposizione fino al 27 settembre, circa 130 opere che, secondo i curatori Gianluca Marziani, Stefano Antonelli e Acoris Andipa, sono state rigorosamente autorizzate «dal gruppo di Banksy», cioè dalla Pest Control Office Limited, la società che tutela il marchio di Banksy regolarmente registrato e che aveva citato in giudizio la 24 Ore Cultura per “A Visual Protest”, la mostra in esposizione al Mudec di Milano, per violazione del copyright. «Laddove c’era un dubbio, anche minimo, ci siamo fermati e non abbiamo inserito l’opera in mostra», ha dichiarato Marziani, per dissipare ogni sospetto, sperando che alla Pest Control la pensino allo stesso modo.
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