Murales Marielle Franco di Jorit, foto crediti Street Art Roma
Quando si parla di Arte pubblica si tende alle volte a dimenticare la finalitĂ dellâazione, insita proprio nel termine âpubblicaâ. Non si tratta semplicemente di introdurre un manufatto allâinterno di un contesto urbano lasciando, poi, spazio allâindifferenza una volta passata la notiziabilitĂ e la novitĂ della stessa azione. Quello che si tende poco a considerare, o alle volte a minimizzare, quando si parla di riqualificazione urbana, è la valutazione dellâimpatto sociale generato in relazione allâincentivazione di ulteriori iniziative. Sebbene i grandi eventi dellâarte contemporanea sembrino essere apparentemente chiusi allâinterno della cerchia degli addetti al settore, parallelamente una parte dei grandi finanziatori pubblici e privati sentono lâesigenza di investire in una progettazione culturale che ricomprenda la partecipazione attiva di realtĂ sociali specifiche e di quartiere, mirate a consolidare valori di comunitĂ , relazione, inclusione e accessibilitĂ a un pubblico piĂš ampio.
âDisegna le tue idee: lâARTE NON HA SBARREâ lartenonhasbarre.it, progetto incluso allâinterno della Biennale MArtelive 2022, vincitore del bando regionale Vitamina G della Regione Lazio, è stato realizzato dallâassociazione culturale LiberaMente guidata dallâattivista Leonardo Maria Ruggeri Masini e coordinato dalla curatrice Oriana Rizzuto. Lâiniziativa riunisce artisti, criminologi e volontari per portare lâarte allâinterno del carcere di Rebibbia ai fini formativi e rieducativi. Con il patrocinio del Garante dei Detenuti del Lazio e della Casa Circondariale di Rebibbia, la sezione femminile dei detenuti è stata coinvolta in un ciclo di laboratori e workshop artistici tenuti dagli street artist Jorit, Moby Dick e Barbara Oizmud, sotto la supervisione della criminologa e sociologa Wilma Ciocci. A ormai otto mesi dallâavvio dellâiniziativa, gli artisti si sono ispirati alle idee, ai disegni, ai bozzetti eseguiti dalle detenute durante i laboratori per realizzare i loro murales dislocati fra la Casa Circondariale di Rebibbia e il Quarticciolo, come tributo al lavoro svolto dalle donne e come contenitore di valori di libertĂ , indipendenza e possibilitĂ .
Se non ci si lasciasse condizionare dalla logica utopistica e perbenista del âdesiderare un mondo miglioreâ, ma si guardasse lâiniziativa nella sua funzionalitĂ e nella consapevolezza dei processi storici e sociologici complessivi, questa non solo garantisce la possibilitĂ alle detenute di considerare una realtĂ alternativa, proprio nellâarte, rispetto a quella di alienazione e costrizione dovuta al carcere, ma anche la consapevolezza della loro potenziale utilitĂ sociale che gli permetterebbe di utilizzare lâarte come un possibile mezzo di miglioramento delle loro condizioni di vita. Una farfalla, simbolo di eleganza, leggerezza e libertĂ , con unâala ferita vola fra i muri del carcere. La sua ferita viene dipinta e reinterpretate da Moby Dick con una sutura simbolica: i nomi delle donne accostati diventano il filo dei suoi punti, quasi a richiamare lâidea di guarigione.
Nellâarea del Quarticciolo, gli edifici che insistono sul cardo di via Manfredonia e sul decumano di via Ostuni ripetono in sequenza dei blocchi semiaperti, a formare una successione di piazze in cui i residenti trovano unâoccasione di incontro. Questi luoghi di socialitĂ rappresentano uno dei tratti piĂš significativi della borgata. Tuttavia, a causa di problemi di gestione e della scarsa viabilitĂ pubblica della Capitale, sono spazi che non hanno potuto incidere sul territorio come da progetto e risultano marginalizzati rispetto al contesto urbano. Dunque âInserire delle opere dâarte allâinterno del contesto urbano, significa dare unâulteriore valenza allâidentitĂ del quartiere, specialmente se questâultima è poi portatrice di un messaggio sociale come quello diffuso da Marielle Franco, attivista brasiliana per i diritti umani, da me scelta come soggettoâ, afferma lo street artist Jorit.
Il volto di Marielle Franco, dipinto dallâartista in via Ugento con segni tribali tatuati sulle guance, quasi a richiamare antiche culture, restituisce la testimonianza delle âbattaglieâ politiche dellâattivista brasiliana uccisa nel quartiere Estacio di Rio de Janeiro la notte tra il 14 e il 15 marzo 2018. Jorit reinterpreta cosĂŹ lâantica funzione dellâimago arcaica, eterna vittoria della vita sulla morte, dove lâarte esiste nella presenza, rivendicando non solo i diritti di libertĂ e uguaglianza di cui la Franco è stata portavoce ma anche, nel contesto romano, la loro universalitĂ .
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