Categorie: Street Art

Lo street artist Gonzalo Borondo cancella una sua opera in mostra a Torino

di - 27 Ottobre 2021

Una storia su Instagram il cui titolo che non lascia spazio all’interpretazione: THIVES, cioè ladri. Così lo street artist di origini spagnole Gonzalo Borondo ha denunciato un caso – l’ennesimo nel settore specifico – di appropriazione non proprio debita di una delle sue opere e conseguente esposizione musealizzata forzata. E oltre alla denuncia pubblica sui social network, anche l’azione “in campo”: una bella passata di spray bianco per cancellare il misfatto. È successo al Teatro Colosseo di Torino, per “Street Art in Blu 3”, mostra di 36 tra i più importanti street artist al mondo, come Banksy e il bolognese Blu, solo che l’opera di Borondo, pensata e realizzata per rimanere in strada, è stata staccata senza il permesso dell’autore dalla sua parete e, quindi, esposta, previo pagamento di biglietto, si intende. E a quanto pare, non sarebbe nemmeno l’unica.

«Anni fa alcuni restauratori erano impegnati a smantellare muri in luoghi abbandonati. Hanno affermato di essere senza scopo di lucro, ma di recente ho scoperto che alcune opere erano in vendita su Artsy.com», ha scritto Borondo in una lettera. «Ho anche ritrovato uno dei miei interventi rubati in una mostra a pagamento a Torino, condividendo lo spazio con molte altre opere rubate. La conclusione è nelle stories che posterò più avanti», ha continuato l’arista. Nel video pubblicato su Instagram, infatti, si vede una persona ricoprire l’opera di Borondo con uno spray bianco. «Un gesto per scoraggiare la fruizione di opere gratuite che sicuramente tutti noi abbiamo fatto spontaneamente in luoghi abbandonati», ha spiegato Borondo. «Legalmente non era così semplice e questo mi sembra il modo più diretto per inviare un messaggio».

L’opera di Gonzalo Borondo in mostra a Torino. Prima

Una scelta simile l’aveva fatta lo stesso Blu quando, nel 2016, decise di cancellare le sue opere dai muri di Bologna, per protestare contro la mostra “Street Art – Banksy & Co. L’arte allo stato urbano”. Anche in quel caso, in esposizione c’erano diverse opere strappate dai muri per i quali erano state pensate.

L’opera di Gonzalo Borondo in mostra a Torino. Dopo

«Come si dice, crea per distruggere, distruggi per creare», così Borondo conclude la sua storia Instagram. E non è detto che non venga preso alla lettera anche dagli organizzatori della mostra, che adesso si ritrovano con un bel monocromo bianco, icona della storia dell’arte contemporanea. Per intenderci, un Achrome di Piero Manzoni del 1962 è stato venduto da Sotheby’s Londra, nell’ottobre 2020, per 2,25 milioni di dollari.

Articoli recenti

  • Fiere e manifestazioni

MIA Photo Fair BNP Paribas 2026: la fotografia come metamorfosi

Un tour tra gli highlights della quindicesima edizione della fiera, durante la preview. Con oltre cento gallerie internazionali, senza limiti…

18 Marzo 2026 20:38
  • Arte contemporanea

Cinque artisti per raccontare l’India alla Biennale: intervista al curatore Amin Jaffer

Intervista al curatore del Padiglione India alla Biennale d'Arte di Venezia 2026: Amin Jaffer ci parla di identità plurale, materiali…

18 Marzo 2026 19:10
  • Fiere e manifestazioni

Paris Internationale Milano 2026: annunciate le 34 gallerie partecipanti

Annunciate le 34 gallerie per il debutto milanese di Paris Internationale: la fiera conferma il suo taglio curatoriale, tra dialoghi…

18 Marzo 2026 18:04
  • Progetti e iniziative

Cento bandiere per Gaza: il progetto di Giovanni Gaggia per la Global Sumud Flotilla

Cento bandiere palestinesi, ricamate collettivamente a partire da testi provenienti da Gaza, accompagneranno la seconda missione via mare della Global…

18 Marzo 2026 17:03
  • Fotografia

Arte Povera: gli scatti di Mussat Sartor raccontano una stagione irripetibile

Kounellis, Pistoletto, Penone, Paolini: dalla fine degli anni '60, l'obiettivo discreto di Paolo Mussat Sartor ha fissato per sempre opere,…

18 Marzo 2026 14:55
  • Arte contemporanea

Le sculture di Itamar Gilboa raccontano la fame al MIC Faenza

Dalla scansione del proprio cervello durante il digiuno a 260 sculture ceramiche. Con World of Plenty, Itamar Gilboa affronta la…

18 Marzo 2026 14:06