6 – 12 maggio 2013 | Milan Image Art Fair: la città è MIA

di - 13 Maggio 2013
I numerosi premi e mostre, L’Angolo del Collezionista, le riviste specializzate del settore editoria, il ricco programma di conferenze e booksigning dimostrano l’interesse dell’organizzazione di MIA alla cura per ogni attore della fiera, dal visitatore, al collezionista, all’editore, all’artista. Non a caso «Il carattere formativo è uno degli aspetti che curiamo maggiormente» sottolinea la co-direttrice Lorenza Castelli, «Le didascalie, il catalogo personale di ciascun artista, il programma culturale, sono tutti elementi su cui ci sforziamo di lavorare». Se la risposta del pubblico è arrivata in termini di affluenza, qual è il responso degli artisti, in particolare quelli di Proposta MIA? Tutti (o quasi) concordi nell’elogiare un’organizzazione che li ha seguiti prima e durante la partecipazione alla fiera. «Proposta MIA è una sezione presente fin dalla prima edizione ed è stata tra i princìpi ispiratori della fiera – ricorda Castelli – Su circa 25 artisti di ogni edizione, oltre la metà si è presentato l’anno successivo con una galleria». Tra loro, c’è la speranza che questo si ripeta ancora, soprattutto a chi, come la giovanissma Gergana Petrova, è alla sua prima personale. Ed anche quando pare gli acquirenti scarseggiano, chi dice per la crisi, chi dice per la propria sfortuna nell’esser in una posizione poco felice all’interno del padiglione, si viene ripagati con il proprio lavoro apprezzato dallo sguardo attento del visitatore o del giornalista, come nel caso del ritratto della ragazzina dallo sguardo magnetico di Ninni Donato. Dallo stand di Thierry Konarzewski le lodi per una fiera con una «formula generosa, che dà opportunità di contatto diretto con reviewers, collezionisti e pubblico, con la logica di una proposta estetico-culturale. La percezione dell’italianità come di eccellenza, dell’attenzione alla cura del bello»: un’immagine dell’italianità tanto sublime da parer onirica.

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