Categorie: torino

fino al 15.V.2004 | Salvo | Torino, Galleria Mazzoleni

di - 5 Maggio 2004

Sono mastodontiche le ultime esposizioni allestite alla galleria Mazzoleni. La retrospettiva di Alberto Burri ha segnato una tappa importante nella sua ricezione italiana, tanto che in contemporanea, a Città di Castello, la Fondazione Burri ne mostrava l’opera grafica, in un pendant memorabile. Ebbene, dopo pochi mesi, la medesima galleria allestisce, sempre a cura di Alberto Fiz, un’antologica di Salvo (Salvatore Mangione. Leonforte, Enna 1947. Vive a Torino). Circa sessanta opere, distribuite nell’arco degli ultimi trent’anni e affabulanti i tre piani dello spazio torinese.
Ora, alcuni critici hanno parlato di una componente naif nell’opera di Salvo. Ma ciò significa fermarsi a un livello di analisi assolutamente superficiale. Alberto Fiz si spinge assai oltre, citando l’“esserci naturale degli oggetti” di Roland Barthes. Ma forse si potrebbe dire ancor più, cogliendo nel lavoro di Salvo una peculiarissima riduzione fenomenologica di sapore husserliano, che tuttavia non si ferma al momento di espoliazione, bensì raggiunge in alcune tele l’ascesi noetica e formale che talora si è proprio rimproverata a Edmund Husserl. Guardando alla versione più estesa de La città (2003), si scorgerà un notturno urbano deserto, epurato da ogni presenza umana e da ogni dettaglio. Ciò non significa che siano solo forme astratte, al contrario sono visibili ben tre alberi e altrettanti lampioni che emanano una potente luce gialla. Ma, per sostanziare quel che si diceva del movimento ascendente di Salvo, bisognerà farsi affascinare dai tre parallelepipedi che galleggiano nell’aria, sospesi nella loro luce
azzurra, lilla e rosa salmone. Nel momento in cui si spegneranno le lampade della sala espositiva, lasciando filtrare solo qualche bagliore dagli spazi attigui, il visitatore potrà farsi catturare dalla capacità di Salvo di trasferire la fonte luminosa direttamente sulla tela, una vera e propria magia cromatica che testimonia del procedere cauto della scoperta degli oggetti. Questo trattamento della luce è magnificamente esemplarizzato in altri lavori, come Il villaggio (2002), ove al fascio emesso da due lampioni si unisce la lattea luminescenza emessa da una luna bianchissima, oppure Senza titolo (1986), in cui le fonti di luce sono disseminate in maniera più caotica in un budello metropolitano che perde progressivamente ogni riferimento all’urbanità, assumendo la dimensione di puro studio cromo-fotonico.
Fra i lavori meno recenti, si possono citare le nuvole incombenti dalla terra ne La valle (1997), importante studio di compenetrazione delle forme, nonché la purezza alla Carroll di Cavalcavia, studio su tavola dai colori chiari e dalle forme minimali.
In chiusura, un cenno almeno alla presenza di alcuni disegni e di un paio di lavori eseguiti su carta di giornale, nonché dell’enorme Trionfo di San Giorgio – da Carpaccio (1974), lavoro enigmatico che si estende in lunghezza per oltre sette metri e mezzo.

articoli correlati
Burri da Mazzoleni
Carroll alla Galleria San Fedele
Carroll allo Studio Trisorio
Carpaccio in fotografia a Parma

marco enrico giacomelli
mostra visitata il 13 aprile 2004


Salvo – Opere dal 1974 al 2004
A cura di Alberto Fiz
Galleria Mazzoleni
P.zza Solferino 2 – 10121 Torino
Orario: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 19,30
Ingresso gratuito
Info: tel. 011-534473; fax 011-538625; info@mazzoleniarte.it; www.mazzoleniarte.it
Catalogo con presentazione del curatore, € 30
Ufficio stampa Irma Bianchi Comunicazione – http://www.irmabianchi.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Cultura digitale e formazione: quattro anni di Dicolab in un convegno a Roma

Quattro anni di lavoro e 20 milioni di euro di investimenti: Dicolab racconta il proprio impatto sulla trasformazione digitale del…

6 Giugno 2026 10:30
  • Musica

Riccardo Muti e le 3546 voci di Ravenna: una lezione di musica e comunità

Al Ravenna Festival, Riccardo Muti dirige 3546 coristi da tutta Italia in Cantare amantis est, un’esperienza collettiva di grande trasporto,…

6 Giugno 2026 9:30
  • Personaggi

Parola a Davide Vanin: come 21Art conquista Montecarlo e Jesolo

Con le mostre di Jan Fabre e Mario Ceroli, 21Art sbarca a Montecarlo e apre a Jesolo. In quest'intervista, il…

5 Giugno 2026 23:30
  • Progetti e iniziative

Eredità sovietica, biennali e spazi indipendenti: come la Lituania sta costruendo la sua presenza culturale in Europa

Con Laura Gabrielaitytė-Kazulėnienė, Addetta Culturale della Lituania in Italia, parliamo di diplomazia culturale, nuove generazioni artistiche e del progetto che…

5 Giugno 2026 18:00
  • Progetti e iniziative

Archivissima 2026: l’Archivio Generali apre le porte del grattacielo rosso di Trieste

L’Archivio Storico Generali aderisce ad Archivissima 2026 con visite guidate agli edifici iconici di Trieste e l'apertura straordinaria di Palazzo…

5 Giugno 2026 16:30
  • Mercato

Pace Gallery taglia 50 artisti e 50 dipendenti: è la fine delle mega-gallerie?

Pace Gallery taglia un terzo del suo roster di artisti e licenzia 50 dipendenti: è questo il bilancio del piano…

5 Giugno 2026 15:05