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fino al 7.II.2009 | Jonathan Monk | Torino, Sonia Rosso

di - 26 Gennaio 2009
A Torino aveva già allestito la camera del Lira Hotel nel 2007 e ora torna con due tavoli che sono un omaggio, una rivisitazione e una citazione del Gruppo Memphis di Ettore Sottsass e compagni.
Jonathan Monk (Leicester, 1969; vive a Berlino) è uno degli artisti cresciuti con la galleria di Sonia Rosso, con cui lavora da dieci anni. L’inglese, che adesso fa parte della scuderia della Lisson Gallery, si è affermato riproducendo, usando e citando apertamente idee degli artisti concettuali con i quali si sente in sintonia, da Boetti a Pistoletto passando per Pascali, solo per citare alcuni suoi lavori presentati in Italia. Ora è la volta della creatività sbrigliata, colorata e giocosa di Ettore Sottsass e della sua capacità di riscrivere il design, trasformando i mobili in gioco e la casa in luogo emozionale.
Coniugando il percorso anti-concettuale di Sottsass con le celebri costruzioni Lego, Monk crea – per la project room della galleria – un tavolo e un tavolino da salotto in legno massiccio e laccato. Un modo per rievocare dalla sua memoria di uomo e di artista una sensazione che sente di condividere con menti affini, ma anche il recupero di un’idea che non occorre per forza superare e abbandonare.
In un mondo dell’arte che fonda il proprio valore sull’originalità dell’idea che è posta alla base di ogni lavoro, Monk afferma con un atto libero il diritto dell’artista a reimpiegare energie creative, prendendole a prestito da chi lo ha preceduto. E poiché panta rei e nulla si ripete uguale a se stesso, anche l’omaggio di Monk diventa un’occasione di produzione, un’opportunità creativa.

Monk usa infatti differenti media al fine di riappropriarsi dei processi e delle pratiche artistiche concettuali degli anni passati, e per riflettere su ciò che significa “opera”. Attraversa così il design con edizioni d’artista a tiratura illimitata, aprendo una prospettiva interessante d’incontro fra arte e design, in cui questa volta è l’arte e farsi ispirare dal design e non viceversa, tra la verità della riproducibilità tecnica dell’opera e la sua dis-identificazione. Poiché l’arte non sta più tanto nell’oggetto finale, secondo Monk, quanto nel “processo” e nelle rivendicazioni che l’idea avanza rispetto al suo “corpo”, al risultato finale: ciò che il collezionista compra e che il gallerista mostra, mentre dietro di essi scorre la vita, spesso invisibile, del concetto che alimenta oggetto e valore.
Monk gioca con questa contrapposizione di stati, galoppando mentalmente attraverso la storia dell’arte concettuale, come se questa fosse una prateria in cui le idee crescono spontanee e in modo disarticolato, invece di essere ordinate nei filari precisi dei giardini d’arte approntati dagli storici.

Da qui il fascino della sua operatività, che garantisce ai due tavoli Lego Memphis una certa freschezza, malgrado se ne conosca l’origine. Anzi, malgrado questa sia ben dichiarata dall’artista.

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dall’otto novembre 2008 al 7 febbraio 2009
Jonathan Monk – Lego Memphis
Galleria Sonia Rosso
Via Giulia di Barolo 11/h (Borgo Vanchiglia) – 10124 Torino
Orario: da martedì a sabato ore 14-19.30 o su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0118172478; info@soniarosso.com; www.soniarosso.com

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