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Museo Nazionale del Cinema | Torino, Mole Antonelliana |

di - 25 Luglio 2000

Il film più bello è quello che si deve ancora girare, ma il recupero e la conservazione del passato cinematografico sono altrettanto importanti quanto i nuovi progetti.
“Credo che in occasione dell’apertura del Museo Nazionale del Cinema sia doveroso ricordare che esso nasce dalle suggestioni e dall’utopia di Maria Adriana Prolo, una donna senza la cui passione il Museo, semplicemente, non esisterebbe. Così come è difficile immaginare oggi il Museo senza l’intervento di Francois Confino, che ha trasformato la Mole in luogo dell’emozione e dell’esperienza, dove è possibile provare qualcosa che non può essere sperimentato in alcun altro luogo del mondo.”
Così si è espresso Mario Ricciardi, presidente del Museo Nazionale Del Cinema, mercoledì all’inaugurazione.
Il Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana è ora il museo più alto del mondo, 167 metri d’altezza e una delle più ricche ed emozionanti esposizioni dedicate al cinema.
Con i suoi 3.200 metri quadri di esposizione disposti su 5 livelli per seguire il crescendo antonelliano, il Museo racchiude e illustra tutta la storia del cinema. Si parte dai giochi di ombre e dalle prime affascinanti lanterne magiche che hanno costituito, a partire dal ‘600, la preistoria della “settima arte”, per arrivare ai più spettacolari effetti speciali dei nostri giorni. Tra i tanti oggetti esposti, alcuni di film che hanno stregato il grande pubblico durante il secolo del cinema: il costume di scena di Rodolfo Valentino in Sangue e Arena, la celeberrima bombetta di Charlie Chaplin, il costume e l’uovo di Aliens di James Cameron, la testa del più inquietante predatore mai comparso sul grande schermo, Lo squalo di Steven Spielberg e, ancora, il casco di Darth Vader ne L ‘impero colpisce ancora di Irvin Kershner. Accanto ad essi, tra gli altri pezzi pregiati, le sceneggiature originali di capolavori come Quarto Potere di Orson Welles, Psycho di Alfred Hitchock, La caduta degli Dei. di Lucchino Visconti, il Padrino parte II di Francis Ford Coppola e, per ricordare che il cinema è anche culto di persone divenute icone di un’epoca, ecco le scarpe, i gioielli e un bustino di Marylin Monroe.
La visita al Museo è un’emozione, un viaggio nel mondo del cinema. Il visitatore, infatti, segue un percorso interattivo e multimediale, fatto di proiezioni e giochi di luci, scoprendo in prima persona i segreti nascosti dietro la macchina da presa e imparando a conoscere tutte le fasi che precedono la proiezione del film, la produzione, il casting, la sceneggiatura, il montaggio, la tecnica del suono e delle luci, sino ad arrivare alla sala di proiezione.
Nell’Aula del Tempio, sotto la cupola, c’è il cuore dell’allestimento dell’architetto svizzero Confino, con le chapelles dedicate a grandi temi della storia del cinema: l’animazione, l’assurdo, l’horror e il fantastico, amore e morte, il Big Bang, il vero e falso, il cinema sperimentale. Una chapelle è inoltre dedicata al rapporto, di antica data, tra il cinema e Torino. Nella grande sala troneggia il Moloch di Cabiria, il film di Giovanni Pastrone sceneggiato da Gabriele D’Annunzio che segnò forse il punto più alto del legame tra il cinema e Torino, legame che oggi si rinnova attraverso il Museo.
Lungo la rampa vengono esposti i manifesti originali di film ormai entrati nella memoria collettiva come Gilda e La dolce vita. All’interno della cupola, ogni 18 minuti, i visitatori possono seguire sdraiati su comodissime sedie sdraio varie proiezioni: cieli stellati, spettacoli di lanterne magiche, immagini degli oggetti, delle foto e dei manifesti delle collezioni.

Innegabile nell’aumentare il fascino del Museo è l’ascensore panoramico che attraversa l’allestimento sino a raggiungere, oltre la cupola, il tempietto esterno, consentendo di ammirare, durante la salita, scenografie e giochi di luce e, arrivati a destinazione, il panorama della città e l’arco alpino che la circonda.
Proprio nel tempietto viene allestita l’area espositiva dedicata alla presentazione di video installazioni di artisti contemporanei, in collaborazione con il Museo d’Arte Contemporanea, Castello di Rivoli. Per l’inaugurazione del Museo Nazionale del Cinema viene presentata l’installazione di Grazia Toderi “Spettatori”.
Il Museo, tra i più importanti al mondo per la ricchezza delle sue collezioni, conta più di 7.000 titoli di film nella cineteca, 9.000 oggetti d’arte, dipinti, stampe antiche, apparecchiature per la visione e la ripresa, 130.000 documenti fotografici, 200.000 manifesti, 20.000 volumi e 3000 testate di periodici. Le collezioni, in particolare, presentano oggetti unici del periodo che precede la nascita del cinema e del muto, oggetti raccolti in gran parte da Maria Adriana Prolo, grande appassionata di cinema e fondatrice del Museo.
Così si è espresso l’architetto Confino: “La Mole Antonelliana è la costruzione più paradossale che io conosca: un vicolo cieco permanente che si libera dallo stallo in cui era fossilizzata e trae nuova vita dalle sue stesse contraddizioni! Mai sinagoga, ma monumento venerato, la Mole anche emblema quasi ateo della Torino Industriale e Industriosa diventa Tempio del Cinema, Cinemagoga, per un incontro post-mortem con la pasionaria del Cinema, Prolo La Magnifica, che le restituisce la voglia di vivere.”
La volontà di raccontare il passato, dai fratelli Lumière ai giorni nostri, era sbalorditiva come l’obbiettivo raggiunto. Ci sarà sempre ancora tanto altro da raccontare, altre storie, altri paesi lontani e sconosciuti, altri mondi ermetici affascinanti da penetrare, ma le difficoltà sono il motore verso nuovi traguardi per questo strabiliante museo allocato nella nostra capitale subalpina.


Claudio Arissone



Museo Nazionale del Cinema, Torino, via Montebello15.
Orari di visita: da martedì a venerdì e domenica 10.00 – 20.00 sabato –10.00 – 23.00
Ingresso: fino al 20 settembre L. 8.000; dopo L. 13.000.
Informazioni:tel. 0118125658


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  • Mi congratulo per l'informazione, la quale mi ha colpito molto e sarò presto tra i visitatori del museo nazionale del cinema.
    Grazie

  • Ma perche' mi mostrano in tutte le salse negli spezzoni degli stand? Comincio a credere di essere il migliore.

  • Il numero di telefono riportato è sbagliato.
    Il numero esatto è 011/8125658.

    Per la cronaca, Torino dispone di una Carta Musei valida 48h (L.20.000), che consente la visita a praticamente tutti i musei di Torino e dintorni, incluso il Museo del Cinema e le residenze Savoia. Molto utile e risparmiosa....
    Per maggiori informazioni sulla città fate riferimento al sito del Comunue di Torino, altrattanto utile ed esaustivo!

  • La lanterna magica di GiovanBattista della Porta è stata sistemata dandole la dovuta importanza? Come nella vecchia sede? Sono ansioso di visitare la nuova sistemazione del Museo del Cinema.

  • Ho visto il museo. Pollice verso fatta eccezione per la sezione precinema, l'unica che vale il prezzo del biglietto. Il resto è ingiudicabile. Molto deluso dal massiccio uso di video in un museo del cinema. Cacofonia insopportabile rende difficile la concentrazione necessaria alla visita.

    Cordiali saluti

  • Ma è vero che si tratta del museo sul cinema più grande del Mondo? voglio dire non c'è niente del genere negli States, a Londra, Tokio o Parigi?

  • Sono l’autore dell’articolo, ringrazio per i complimenti, ma soprattutto per le precisazioni e le critiche.
    Mi scuso per il telefono errato. Per quanto riguarda le opinioni di extrarat, non concordo sul termine ingiudicabile, se usato con valenza negativa. Secondo me si è compiuto un notevole sforzo nell’allestimento e nella scelta dei pezzi esposti.
    Per il giudizio relativo alla confusione sonora, la trovo veritiera solo in alcuni punti del museo e allorquando i visitatori non rispettano le normali regole del commentare sottovoce durante le visite.

  • Ringrazio Tiziana di Milano perchè nonostante non sia di Torino sa più di me le performance da fare per ottenere sconti oltre che conoscere meglio di me orari e numeri di telefono... grazie al cielo c'è qualcuno che dà notizie di questo genere, altrimenti nessuno saprebbe come risparmiare quei tanto sudati denari!

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