Prima personale europea per A-1 53167, alias Anibal Lopez. Già presente all’ultima Biennale di Venezia, l’artista – nato nel 1964 in Guatemala – fa oggi il suo debutto a Lucca. Lopez propone due opere: El Préstamo (“Il Prestito”) e 30 de Junio. Due opere, dunque: un video e una galleria di fotografie. Due linguaggi diversi per raccontare la stessa storia: un’azione di denuncia sociale, più carica di significati politici che di espressioni artistiche. “Più delle immagini contano le parole”, confessa Anibal mentre ci accompagna nel vuoto dello spazio della chiesetta di San Matteo, dove ha luogo l’installazione. E lì, in un angolo, la regolarità dei muri lisci e scrostati è rotta da una linea orizzontale. Sono le 24 fotografie (più 2 “verticali” appese un poco più in là, sulla destra) che raccontano il 30 de Junio visto dagli occhi di Anibal Lopez. Ventisei scatti, selezionati tra cento, che sintetizzano sì e no una mezza giornata. Quella in cui, in Guatemala, ricorre la festa dell’esercito. E che fa Anibal? La notte precedente alla parata, insieme a qualche complice, getta una decina di sacchi pieni zeppi di carbone lungo la strada. “Lo sapevo che sarebbero andati a raccoglie il carbone prima della sfilata”, spiega l’artista. “E già sapevo che non l’avrebbero raccolto tutto”. Così è stato. Lungo la strada sono rimaste polveri e macchie nere, indelebili e quasi impercettibili agli occhi dei più. Non a quelli di Anibal, che precisa qual era l’intenzione. “Che l’esercito camminasse su queste macchie”, dice, “e che io potessi scattare fotografie della parata. Il proposito non è che questi elementi siano avvertiti dalla gente che assiste assiepata sui marciapiede, ma che siano piuttosto riconosciuti
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