Categorie: toscana

Fino al 16.IX.2001 | Cento capolavori restaurati. Le incisioni di Giovanni Fattori | Livorno, Villa Mimbelli

di - 6 Settembre 2001

Quando Eugene Delacroix inserì nel suo Dizionario di Arti Belle la voce dell’incisione, pur considerandola quale mezzo di riproduzione di un’opera pittorica, ne avvertì l’intrigante valore autonomo. Facendo leva sulla sensibilità personale, il pittore francese porgeva un’interessante notazione sull’aspetto che ha fatto di un genere teso a “democratizzare” l’arte, l’irresistibile attrazione di un parterre de roi di esperti collezionisti ed appassionati conoscitori. Alla seduzione dell’incisione non sfuggirono nomi illustri fra i quali troviamo anche Giovanni Fattori. Alla sua cospicua opera incisoria è attualmente dedicata la mostra “Cento capolavori restaurati. Le incisioni di Giovanni Fattori” visitabile fino al 16 settembre prossimo al primo piano della Villa Mimbelli di Livorno. In questa occasione il curatore, Prof. Andrea Baboni, profondo conoscitore dell’opera fattoriana, ha individuato 113 esemplari dal corpus totale delle acqueforti, che fanno parte della raccolta conservata presso il Museo Civico di Livorno dedicato al grande Artista. Si tratta di una delle più complete nonché suggestive collezioni di incisioni del maestro livornese da porre a fianco alle ormai storiche raccolte: la Rosselli, conservata a Firenze presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi; la Timpanaro, conservata presso il Dipartimento di Storia delle Arti dell’Università di Pisa e la raccolta Franconi, dalla fine degli anni ottanta donata all’Accademia Carrara di Bergamo. Il fondo dei 156 fogli provenienti dallo studio di Fattori, in parte sottoposti ad intervento di restauro conservativo eseguito dal Laboratorio Ungheretti – Banchini e Benini snc di Livorno, è stato acquistato dal Comune presso l’erede universale Giovanni Malesci nel novembre 1908, qualche mese dopo la morte del maestro avvenuta il 30 agosto. Le incisioni esposte furono realizzate quando il pittore era ancora in vita, sotto il suo diretto controllo. Egli, infatti, curava personalmente la stampa delle lastre di zinco utilizzando un piccolo torchio donatogli dall’amico Cristiano Banti. Le serie non erano numerate e le stampe, soprattutto sino allo scorcio dell’ottocento, furono per lo più prove irregolari. Tirature più sistematiche, se così si può dire, furono eseguite soprattutto dopo il successo ottenuto a Parigi nel 1900, dove un esemplare dell’acquaforte Bovi al carro (Maremma), fu premiata con la medaglia d’oro all’Esposizione Universale. Nelle cinque sezioni della mostra i temi ricordano gli stessi soggetti dei dipinti: il paesaggio, il sentimento della figura, il lavoro e la fatica dei butteri, gli animali e la vita militare. «Fattori» spiega il prof. Baboni «si esprime nella interrelazione continua delle tante espressioni tecniche, dall’appunto al disegno, al bozzetto, al quadro finito ed all’incisione in un processo continuo di definizioni, rimandi e riproponimenti. Credo non vi sia nella storia dell’arte un protagonista che come lui svolga un soggetto riprendendolo nel tempo, ambientandolo diversamente, ricomponendolo più e più volte ad olio, spesso riassumendolo conclusivamente all’acquaforte. In lui l’incisione, invece che replicare, rende assoluta, purifica l’immagine dai riferimenti descrittivi, riconducendola ai puri valori di archetipo: bagliori di bianchi ed ustioni di neri racchiusi dalle serrate trame di un segno forte». Del resto quel segno assoluto, vibrante, aspro, nasce da esigenze espressive primarie, nella vitalità di un rapporto diretto con le cose e le loro immagini, sul filo dell’emozione. Istintivo quanto geniale Giovanni Fattori, con il suo stile inconfondibile, impronta una ricerca grafica incomparabile per ricchezza linguistica, non solo nella storia dell’arte tra otto e primo novecento.

Silvia Fierabracci



“Cento capolavori restaurati. Le incisioni di Giovanni Fattori”
dal 16 giugno al 16 settembre 2001
Villa Mimbelli – Museo Civico “Giovanni Fattori”
Via San Iacopo in Acquaviva, 65 – Livorno
Orario: dal 16/06 al 30/06 e dal 4/9 al 16/09; 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00.
dal 01/07 al 02/09, 10.00 – 13.00 e 17.00 – 23.00
chiusa ogni lunedì e il giorno di ferragosto
Ingresso: L. 8.000; ridotto di legge e gruppi L. 5.000
Catalogo: Pacini Editore Pisa L. 75.000
Il catalogo costituisce il 2° volume del Catalogo Scientifico del museo.
http://www.comune.livorno.it/mostre


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