Al Hoceima Rave Party, a cura dell’improvvisato dj Bruno Casini, si è svolto su note arabe: la città marocchina che è stata un luogo di ispirazione per molti artisti a partire dagli anni Settanta.
Durante la serata sono stati offerti generi di conforto da un Kiosko, progettato ed allestito da un gruppo di creative, Arabeschi Di Latte, che pongono al centro del proprio lavoro il cibo come oggetto di piacere.
La mostra After Image, a cura di Lorenzo Bruni, presenta alcune opere di Baldi: Rosso e Blu, una serie di animazioni risalenti alla metà degli anni Ottanta, il cui carattere tradisce l’appartenenza al panorama di ricerca dagli anni Sessanta ad oggi. La grafica, l’illustrazione e l’animazione, si sono infatti spesso poste al servizio della musica che dovevano “illustrare”; un risultato, ad esempio, si trova nel lungometraggio dei Beatles, Yellow Submarine.
In questa serie, Baldi gioca con l’essere labile delle forme e sulla veloce e continua fusione di esse nel colore. In Le visioni della regina in viaggio, invece, l’artista congela il flusso delle immagini nella staticità della bi-dimensione; si produce una visione ricca di colore e suggestione che cattura lo sguardo e invita ad entrare in un universo onirico.
Accanto a queste opere si trovano Metronomo a velocità moderata dell’artista inglese Martin Creed, affiancato da Iran del milanese Riccardo Previdi; si tratta di una sequenza di immagini scattate in un campo di calcio “vissuto” da un gruppo di ragazzi, proiettata su una superficie non continua: metafora di un distacco e di una lontananza dalla memoria e dall’esperienza. I ragazzi sono uniti dal voler costruire una cupola geodetica, ma la natura, con il vento, non permette questo intervento.
Ancora sono presenti in mostra due opere di Zimmerfrei, Spazi largo/ Visione interna e N.K.. Entrambi i lavori sono frutto di una ricerca incentrata sull’ontologia della messinscena e sul ruolo del fruitore. Infine 35mm, di Massimo Carozzi, è un lavoro sulla spazializzazione del suono, sulla sua capacità di evocare immagini e situazioni e di poterle in qualche modo anche sostituire percettivamente.
Questi ultimi artisti hanno inoltre dato vita ad una serie di interventi nella piazza principale di Pelago, segnando il crocevia tra musica, teatro ed elettronica, da una parte, e ricerca di dinamiche di ri-formulazione dello spazio dall’altra. Gli abitanti del luogo sono stati coinvolti ad interagire con lo spazio nuovo.
veronica caciolli
mostra visitata il 21 febbraio 2004
Tra fotografia contemporanea e archeologia, la mostra al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma trasforma depositi e archivi…
Alla Galleria Gaburro di Verona, la prima personale di Ruben Montini trasforma la performance Dai miei seni piange l’amore in…
Fino al 12 ottobre 2026, il Museo Guggenheim di Bilbao racconta la lunga carriera artistica di Jasper Johns attraverso una…
Prende il via il restauro del Salone dorato del Museo Poldi Pezzoli, che riaprirà al pubblico il 15 settembre grazie…
Dal femminicidio di Desdemona ai deliri di Macbeth, fino all'ironia di Falstaff: Monica Casadei porta in scena le molte forme…
La scrittrice Himali Singh Soin e il musicista David Soin Tappeser propongono un’idea di futuro fondata su ascolto, tessitura e…
Visualizza commenti
La musica era troppo alta e la vecchina del piano terra che avrà pregato il santo patrono di Pelago era la migliore opera della serata, opere di Baldi a parte.