W.O.J. Nieuwenkamp veniva soprannominato The Wanderer l’artista viandante, girovago ed esploratore che trascorse parte della sua vita in Indonesia studiando la cultura e ritraendo le bellezze dell’isola di Bali.
Olandese di nascita (Amsterdam, 1874), a più riprese si spinse nelle lontane terre orientali assorbendo influssi decisivi per lo sviluppo della sua opera. Nel 1925 approdò a Fiesole e nella villa Rifugio dei Vescovi ricostruì il mondo incantato dei suoi viaggi e il suo rifugio dorato. L’ampia retrospettiva dedicatagli evidenzia le fasi preponderanti di vita e di percorso artistico. Una sezione presenta dipinti, acqueforti, disegni e litografie in cui appare determinante l’influsso grafico olandese di fine ‘800. L’altra raccoglie opere che descrivono la ristrutturazione della villa di Fiesole in cui si fermò nell’ultima stagione di vita. Queste rispecchiano un eterogeneo amalgama di elementi pittorico-architettonici asiatici, olandesi ed italiani.
Per quanto fertile e variegata la sua produzione, rivela sempre alcuni assiomi fondamentali di concezione artistica: disciplina morale, tecnica e puntuale capacità di illustrare e comunicare ogni dettaglio ed ogni acquisizione. Le novità sono vissute come conquiste da divulgare e l’artista torna con precisione su tele e disegni riportando aggiunte datate e commenti circostanziati. Un atteggiamento di decantazione emotiva a cui Nieuwenkamp sottopone i sui stati d’animo per trasmetterli in forma analitica e con rinnovata precisione. Tutto ciò non depaupera la tensione creativa e quando l’artista si permette un abbandono ecco che nascono “miniature” di grazia e sensualità.
Fuori da questo rifugio la storia sembrava trascorrere senza lasciare traccia su Nieuwenkamp e le avanguardie artistiche del ‘900 non lo coinvolsero. Solo la guerra scosse la sua imperturbabilità come rivela in Scorcio della Villa dopo il passaggio della guerra, dove violenza e distruzione producono squarci nelle cose e nell’anima.
daniela cresti
mostra visitata il 6 marzo 2004
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