Categorie: toscana

fino al 20.X.2003 | Alberto Lattuada al Polimoda / Maurizio Galante | Firenze, Palazzo Pitti

di - 27 Agosto 2003

Pubblico delle grandi occasioni per il ventennale della Galleria del Costume di Palazzo Pitti e tre mostre per illustrarne l’importanza. L’abito e il volto. Storie del costume dal XVIII al XX secolo, Alberto Lattuada, un maestro al Polimoda ed infine Maurizio Galante. La donazione degli abiti. Nella splendida cornice della Sala di Giovanni da San Giovanni, l’atmosfera glamour c’è tutta. Signore eleganti, un po’ di snobismo, qualche gossip qua e là, aperitivo e stuzzichini.
D’altra parte come non essere influenzati dalla magia dei disegni di Alberto Lattuada, con quel segno fresco e deciso del grande creatore di moda, che firma tutti i suoi bozzetti-capolavoro. Clima anni ’50, la Hollywood sul Tevere, quella Roma di via Veneto, di Cinecittà e del mito americano. Suggestione, ricordi e fantasia che attraverso abiti e volti rivelano un grande desiderio di rinascita, divertimento e dolce vita. Schuberth crea per la Lollo abiti che esaltano la classicità delle forme tra tradizione e sperimentazione. Mitica star d’oltreoceano, Ingrid Bergman veste Gattinoni, abito nero elegante e raffinato che ben si addice alla delicata ma conturbante protagonista dell’interminabile scandaloso bacio in Notorius con l’affascinante Cary Grant …era il 1946.
La fine degli anni ’60 porta sconvolgimenti così radicali da cui la moda e lo stile non possono sottrarsi. Chiude la sartoria di Federico Forquet ma lascia alla Galleria del Costume una ghiottoneria: un abitino (si fa per dire) da sera di Catherine Spaak bianco e nero, ricamato in strass e jais che ci fa rivedere la giovanissima conturbante e sensuale protagonista della Voglia matta .
Dal faceto al tragico. E’ del 1970 la veste Sacerdotale, greve di dolore e lutto, nera e incrostata d’oro della Medea Pasoliniana interpretata da una straordinaria Maria Callas. Colei che dolore, amore e morte viveva anche nel privato per l’abbandono di Onassis che le aveva preferito la spregiudicata, trasgressiva, ma assai affascinante Jacqueline Kennedy. L’abito di Valentino che la rappresenta nella galleria è di una raffinatezza ed eleganza incomparabili. Toni caldi e, unica inconfondibile nota di colore, una coppia di piume di fagiano ricamate in paillettes marrone-oro. Sempre Valentino veste Monica Vitti nel film La notte di Antonioni. Arriva nel ‘90 la gioiosa modernità di Gianfranco Ferrè. Simbolo della sua creatività e classe uno chiffon lungo, tempestato di strass con fiocco nero e piume per scollatura, indossato da Milva in una sua esibizione canora.
Attraggono meno le creazioni di Maurizio Galante così maniacalmente ridondati. Barocche di sovrapposizioni di organza, doppie spirali, nastri, pelle e tubicini di silicone. Esaltano certo il paradosso e l’esagerazione, meno l’eleganza.

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daniela cresti
mostra visitata il 2 luglio 2003


Galleria del Costume
Palazzo Pitti
Orario: 8.15/13.15
Chiuso il I, III, V lunedì e la II, IV domenica del mese
Cataloghi disponibili
Tel/fax 05588713
Tel. 2388763
costume.pitti@virgilio.it


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