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Fino al 26.VI.2002 | L’Arte della Scienza ovvero la Scienza dell’Arte | Firenze, La Corte Arte Contemporanea

di - 7 Giugno 2002

Immagini satellitari della Nasa proiettate su una parete della galleria illustrano visioni planetarie (le diapositive sono della collezione di S. Bertini). Un percorso dell’astronomia lungo, costellato di scoperte sensazionali, nuove acquisizioni e della consapevolezza che né l’osservazione microfisica né l’osservazione cosmofisica possono essere separate dal loro osservatore. I progressi maggiori delle scienze contemporanee si sono verificati reintegrando l’osservatore nell’osservazione (Morin, II Metodo), ed allora, come propone Laura Vecere nella presentazione della mostra, reintegriamo sì l’osservatore, ma soprattutto reintegriamolo in qualità di artista.
Aroldo Marinai, Donatella Mei e Mariateresa Sartori si confrontano con la complessità del problema e offrono un punto di vista alternativo, libero, toccante, dove la sensibilità e l’intuito dialogano e reinterpretano i fenomeni. Le opere esposte catalizzano l’attenzione, risvegliano la curiosità, l’immaginario, il desueto.
In Saturno Rising di Marinai l’incontrollabile e incommensurabile diviene tangibile, basta allungare una mano, basta sporgersi dalla finestra e abbiamo la suggestione di poter sfiorare gli anelli di Saturno. Le foto utilizzate dall’artista coniugano l’ambiente bianco, intimo di una cameretta misurata, essenziale e solitaria, con l’apparizione esaltante del pianeta, circondato dai sui anelli che altro non sono, nella foto, che curve autostradali. Nell’altra opera Curva di Heisenberg o dell’indeterminatezza l’artista rivisita la sensazione di fascino morboso della perdita di riferimenti e si spinge oltre, sovverte le leggi gravitazionali; le montagne finalmente perdono la pesantezza, si capovolgono e, rese immateriali, levitano nell’aria. La bellezza dell’immagine è evidenziata dalla nitida linea di profilo dei monti che unifica le fotografie e che altro non è se non la rappresentazione grafica della curva di Heisenberg.
Il percorso artistico di Donatella Meisi rivolge alla luna e nelle opere esposte ritroviamo intatte l’intelligenza e la sensibilità culturale dell’artista.
La Mei riproduce l’incanto nel Chiaro di luna, opera in plexiglas, ferro, PVC e neon adagiata sul pavimento e splendente di luce azzurrina che ben ricorda il chiarore riflesso e diffusamente diafano della luna. Luna delle gelide notti invernali, tanto cara all’artista che ci ricorda come, proprio in gennaio, correva l’anno 1609, Galileo osservava col suo nuovo canocchiale il cielo mentre in terra si disegnava il cerchio della luna riflessa. Cerchio fatto di luce, di pulviscolo, di aria… ricostruito nella galleria dall’artista: correva l’anno 2002…
Mariateresa Sartori opera con il video e, attraverso le immagini di Le ragioni della scienza, cerca di rintracciare quel filo tra soggettivo e oggettivo che forse non esiste. In questo contesto di ricerca nasce un’opera estremamente significativa.
Scorrono filmati d’epoca e l’accostamento con la voce narrante è raffinato. L’artista ha associato immagini, spesso deflagranti, a parole che spiegano i principi fondamentali della fisica e ha prodotto un’opera d’arte di forte intensità. Sapiente e gustoso è l’accostamento dell’immagine di una scolaresca allineata i cui bambini sono perfettamente identici, all’evento casuale. Inspiegabilmente l’evento accade, qualcuno si allontana, la scena si destruttura e paradossalmente l’evoluzione continua il suo corso.

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Daniela Cresti


Fino al 26 giugno 2002
La Corte Arte Contemporanea
Via de’ Coverelli 27r
Firenze
Orario: dal martedì al sabato ore 16.00/19.00
Ingresso gratuito
Tel/fax 055284435
E-mail: rostem@tin.it
Catalogo presente in galleria

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