Artista amato e amabile Federico Zandomeneghi è tra i pittori italiani dell’Ottocento che hanno goduto di maggiore fortuna: amico dei Macchiaioli e degli Impressionisti, Italien de Paris ante litteram, pittore di successo. Rampollo di una famiglia di artisti, Zandomeneghi si misura con il realismo analogico dei Macchiaioli, rimane affascinato da Silvestro Lega (molto efficace in questo senso il confronto fra le tele de I fidanzati) ma subisce anche il fascino di un realismo di più forte impatto, come quello di Michele Cammarano che nei suoi toni cupi e drammatici e nella pastosità del colore evoca la pittura caravaggesca o quella spagnola.
La seconda sala annuncia il cambiamento e l’incontro con il mondo parigino: qui si ritrovavano a vario titolo numerosi artisti e critici italiani, in primis Giuseppe de Nittis –rappresentato in mostra da un Sulla panchina al Bois delizioso- e soprattutto Diego Martelli che cercherà poi di favorire la conoscenza dell’impressionismo in Italia e che fornì a Zandomeneghi un appoggio fondamentale per farsi conoscere.
E sarà proprio Diego Martelli ad acquistare nel 1878 A letto, rimasto invenduto all’Esposizione fiorentina, e soprattutto criticato per la volgarità e per l’eccessivo realismo, laddove proprio la diagonale è un espediente per coinvolgere lo spettatore e la scena coi suoi colori si presenta come “un magico ventaglio di pennellate” capace di unire le radici veneziane alla moda giapponese.
Le Moulin de la Galette e Caffè Nouvelles Athènes sono opere che attestano una prima maturità e che delineano i futuri sviluppi della pittura di Zandomeneghi: la vita moderna, i caffè e le strade, le nuove donne… Proprio questa sensibilità verso l’universo femminile diventa la sua cifra distintiva: una produzione vastissima che coniuga compostezza formale, raffinatezza cromatica e eleganza. La familiarità con Degas e Lautrec –che ne condividono l’appassionata descrizione dell’universo muliebre- lo rende disponibile a tagli compositivi inusuali e movimentati. Tra le opere presenti in mostra – riflesso di una produzione vastissima grazie al contratto che lo lega al mercante Durand Ruel – segnaliamo Colloquio al tramonto, una descrizione di confidenze femminili che ha degli accostamenti di colore ancora una volta squisiti, e la Bambina dai capelli rossi, assorta nella lettura come quella fanciulla in abito bianco dipinta quasi quaranta anni prima in Toscana. Esempi entrambe –a distanza di tempo- di una femminilità borghese, educata, che ancora oggi non smette di sedurre.
silvia bonacini
mostra visitata il 20 luglio 2004
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