Da tutti i luoghi reali e mentali, da tutti i popoli arriva l’impulso
creativo ma certo che per l’artista il genius
loci scaturisce dall’Oriente e soprattutto dalla Cina. La cultura orientale
è sempre presente attraverso rimandi simbolici e ideogrammi che compaiono in
tutte le opere. Elementi che si ripetono a cicli continui. Questa dialettica
virtuosa fra Occidente e Oriente esiste da sempre e nel campo artistico si
integra e si arricchisce di molteplici metafore. L’artista domina un alfabeto
ricco e tumultuoso in estrema ed elegante sintesi.
Alle Pagliere la mostra-viaggio si snoda attraverso 62 cartoni e si orna
della Fontana ferma, una scultura
inedita posta nel giardino antistante l’ingresso della sala espositiva.
anfore in bronzo, contenenti acqua a sfioro. Un leggero movimento del liquido
non altera la trasparenza argentea del fondo. È un’immagine psichica e
iconografica, un ulteriore valore e spunto che Pizzi Cannella porge al
visitatore.
Attraverso un “percorso che
l’autore non sa dove porti, che gira intorno e gira a vuoto” per trovare il bandolo della matassa, il pubblico vaga nell’affascinante
spazio. La Sequenza circolare, il
concetto di Vuoto che ri-tornano nei Cartoni del pittore evidenziano alcuni
concetti essenziali del suo lavoro. Entrambi mutuati dal taoismo, si propongono
in forme diverse e ne caratterizzano l’ispirazione. La vita, la cultura orientale
si fonde in commistione perfetta fra l’antica scuola “naturalista”, la percezione visionaria e profetica e la romanità.
Tipicamente orientali sono la macchia, l’ombra o il continuo rimando alla
natura. Mentre il tratto grafico e il colore risentono della prima Scuola
romana. Un colorismo asprigno nel Fiore del
tè, i fiori rossi, sospensioni figurative in Invito al viaggio.
Un alfabeto che si carica di nuove lettere: il bambù, il sigillo, la
firma a timbro d’inchiostro, la presenza del testo nella composizione del
dipinto; ma dove il “vuoto”
risulta sempre metodo e via per raggiungere l’ordine cosmico. Occorre in primo
luogo lasciar fluire l’energia delle e nelle cose ed esprimere la propria
natura, gustando i piaceri momentanei che risultano preziosi proprio per la
loro momentaneità.
Dieci sono i precetti espressi dallo stesso artista nell’illustrazione
della sua opera. Un decalogo che confluisce e si sintetizza nel primario
impulso creativo: “io faccio il pittore”. Per il resto Pizzi
Cannella è solo, solo con le immagini che lo accompagnano nel viaggio di
scambio interculturale e lo aiutano a colmare quella preziosa solitudine che è
cifra e dettato del suo fare arte.
articoli correlati
Da
Alessandro Bagnai
Personale
alla Otto Gallery
Pizzi
Cannella a Roma
daniela cresti
mostra visitata il 17 ottobre 2010
dal 17 ottobre al 4 dicembre 2010
Piero Pizzi Cannella – Chinatown, invito al viaggio
Complesso di Palazzo Pitti – Le Pagliere
Via Machiavelli, 24 – 50125 Firenze
Orario: da martedì a venerdì ore 15-18; sabato ore 10-18; domenica ore
10-13
Ingresso libero
Info: tel. +39 0556802066; info@galleriabagnai.it
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