L’opera grafica delle due artiste newyorkesi continua ad avere come soggetto la natura nelle sue molteplici forme: dalle piante, agli animali fino agli elementi primordiali come l’acqua.
Per la sua seconda mostra da Falteri, Margot McLean rivolge la propria attenzione in questo ciclo di opere su carta agli uccelli, ma lo studio soggiacente è incentrato sulla vista e sulla percezione. In effetti, l’artista insegna agli studenti americani questa disciplina. Dagli anni Settanta, “fotografa” elefanti, serpenti, agnelli, ricci ed orsi e tutti gli animali che nel corso dei suoi viaggi ha avuto modo di osservare; nelle immagini create, il soggetto non è mai totalmente trasfigurato, spesso ritratto di notte e percepibile per il profilo che si staglia in un ambiente astratto ed onirico, della memoria e del ricordo. Questa ricerca apparentemente naif , nasconde tuttavia un impegno politico che dagli anni della School of Visual Art di New York la McLean porta avanti con passione, avendo prodotto una serie di installazioni per far riflettere le masse sul rispetto verso l’ambiente. Nello stesso giro d’anni in Europa, Joseph Beuys con le sue performances e letture, compiva lo stesso tipo di ricerca coinvolgendo teatro, pedagogia, ambientalismo ed attivismo politico.
Pur scegliendo gli stessi soggetti, le artiste si confrontano con tecniche diverse: la McLean usa il tradizionale acquerello e tecnica mista su legno e carta, mentre Sandy Gellis usa la stampa digitale per ritrarre le cascate di New York della serie precedente, e frammenti isolati di piante acquatiche e profili di pesci esposti a Firenze in mostra. Il suo stile è meno soggettivo e più freddo, come dimostra l’installazione sull’Arno, una serie di barattoli che contengono acqua e parte del fondale del fiume e scritte di abitanti del luogo che ne testimoniano il peggioramento nel corso degli anni.
In contemporanea, al Museo di Storia Naturale “La Specola”, le due artiste espongono lavori su carta vicini a teche contenenti animali imbalsamati o sotto formalina, proseguendo in tal modo il discorso sulla percezione, e mostrando il lato più soggettivo dell’approccio visivo umano nei confronti degli animali.
veronica caciolli
mostra visitata il 26 maggio 2004
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