I ritratti maschili nella fotografia hanno tante sfaccettature. Spesso dipende dalla intenzione del fotografo il modo in cui ci appaiono nelle immagini. Spesso lo sguardo e l’intuizione di una fotografa si distinguono da quelli maschili.
Gli uomini nelle fotografie di Laura Albano affascinano per via dell’atmosfera in cui sono ripresi silenziosamente, intimamente, rispettati per quello che sono – e sono belli, hanno una personalità, sembrano degli
attori importanti con dei caratteri speciali, dei personaggi simpatici.
Nelle fotografie in bianco e nero, stampate dalla fotografa stessa, i visi ci guardano direttamente, sicuri di se, a volte sorridenti, a volte seduttivi, a volte sensualmente vulnerabili – come i loro corpi.
I corpi tagliati dall’inquadratura, i visi in primo piano, i ritratti a mezzo busto – spesso davanti ad uno sfondo scuro, disegnati in contrasti chiari e scuri, modellati in situazioni di luci ed ombre.
Sí, sembrano dei luoghi comuni, quando si parla di fotografia, ma i risultati della Albano non lo sono. Il rapporto che la fotografa instaura ogni volta con il soggetto è basato su una sensibilità percettiva, che
coinvolge sia chi viene ritratto sia chi ritrae. L’immagine finale nasce quindi da una intesa reciproca.
Cosí dovrebbe essere ritrarre una persona, senza che questa relazione venga disturbata dalla presenza della macchina fotografica.
Il Caffè al Teatro esiste da quattro anni e da allora organizza mostre d’arte, è accogliente e nello stesso tempo si presta meravigliosamente a esposizioni di opere artistiche. Soprattutto la saletta invita ad
installare una mostra fotografica come quella di Laura Albano. Senza cornici e senza vetro, le fotografie sono appese delicatamente al muro: solo le immagini, che entrano in un rapporto diretto con il visitatore.
Katharina Hausel
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