Franca Barbara Frittelli evoca nelle sue tele l’atmosfera frizzante della Baia di New York con il suo mosaico di culture diverse e la sua gente, triste o lieta, che la popola di forme e colori. Il colore prima di tutto, è questo l’inconfondibile elemento che permea tutta l’arte di F. B. Frittelli: una tavolozza ricca, composta da tutte le sfumature che gli occhi della pittrice hanno colto nel corso dei suoi molti, lunghi viaggi.
La formazione di F. B. Frittelli inizia a Firenze negli anni ’40, dove l’artista si muove nell’irripetibile scena culturale che ha tra i suoi protagonisti Mario Luzi, Dino Caponi, Eugenio Montale e, soprattutto, Ottone Rosai, il maestro mai dimenticato. Nel 1951 F. B. Frittelli, vincitrice di una borsa di studio Fulbright, parte per gli Stati Uniti; nel New Mexico assorbe tutta la luce possibile e la forza di quei colori che caratterizzano i lavori di questo periodo. Sempre negli Stati Uniti conosce il pittore Ken Tielkemeier, al quale lega la propria vicenda umana e artistica. Dopo aver vissuto per molti anni a New York, F. B. Frittelli, torna nella sua Firenze, sentendosi nell’animo rimasta solidamente fiorentina come le pietre di Palazzo Vecchio.
La pittura di F. B. Frittelli rivela tutta la “toscanità” degli anni trascorsi al fianco di Rosai, il senso della profondità realizzata attraverso successivi passaggi colore, il potente chiaroscuro… contemporaneamente l’incontro con prospettive artistiche fortemente diverse, e una sensibilità del tutto autonoma, conferiscono alle tele “americane” un’originalità e una freschezza autentiche.
Le due tele dedicate all’alluvione del ’66 sintetizzano in pochi campi di colore la drammaticità dell’evento, enfatizzata dalla maschera di disperazione che, con intenti espressionisti, urla sui visi delle figure ritratte.
Altrove, come nelle opere degli anni ’50 e ’60, l’artista approfondisce l’introspezione psicologica dei modelli, indugiando nella restituzione degli umori e dei sentimenti.
I lavori degli anni ’80, quelli che ritraggono le scene di vita newyorkese, sono un caleidoscopio di colori e di emozioni; F. B. Frittelli coglie una serie di istantanee di vita quotidiana: uomini e donne con le loro storie, il profilo della città, le sagome familiari delle attrezzature portuali, il cannocchiale a poppa del ferry boat.
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Caro Pietro Gaglianò
con il tuo stile e la tua sentita descrizione ci fai vivere ciò che presenti,sentire la bravura degli artisti e capirli.
Grazie e complimenti.
Maria