La mostra, importante testimonianza degli esiti raggiunti da uno dei principali interpreti del dadaismo, è anche il racconto di un’intensa storia d’amore. Quella tra Hans Jean Arp (1886-1996) e Sophie Taeuber Arp (1889-1943). Una storia trentennale da cui nacque anche un sodalizio artistico tutto particolare, capace di produrre opere di grande modernità.
Sophie è un’artista eclettica, in grado di passare facilmente dalla pittura alla decorazione dei tessuti, dalla costruzione di accattivanti marionette in legno dipinto (Dr Komplex, Konig Deramo, Tartaglia, Clarissa, Wache, del 1919) alla progettazione di mobili ed interni (Plan axonometrique d’architecture, 1933).
Nelle carte Senza titolo, dei primi anni Venti, lo spazio viene occupato da figure geometriche semplici dai colori spenti e piatti. Ne scaturiscono opere prive di emozionalità, che intendono principalmente sottolineare la rottura con la tradizione. La figura geometrica diventa elemento fine a sé stesso, unico protagonista. La rigidità schematica iniziale subirà una lenta evoluzione fino ad avvicinarsi alle forme più sinuose del marito. Questa evoluzione passa attraverso la figura geometrica del cerchio, che comincia a sostituire le figure rettangolari. Nell’olio e matita Equilibre, del 1932, cerchi, angoli convessi e segmenti convivono insieme frammentando la tela in piani disomogenei. I colori sono decisamente meno spenti e l’intera composizione non è priva di fascino.
Per quanto riguarda le reciproche influenze e la compenetrazione degli stili tra i coniugi Arp, nell’opera di Sophie il punto di arrivo è senza dubbio il gouache Quatre plans irréguliers et éléments courbes (1939). L’elemento geometrico e la semplicità di Sophie convivono in modo armonioso con il primitivismo delle forme e l’essenzialità di Jean.
È invece la strutturazione geometrica dello spazio di Sophie ad influenzare in modo significativo l’opera del marito. Tra i fondatori del gruppo dada di Zurigo, Jean oltre ad essere un pittore ed uno scultore, è un poeta di talento. L’elemento poetico
articoli correlati
La grande mostra sul Dada al Centre Pompidou di Parigi
paolo francesconi
mostra visitata il 7 aprile 2006
Torna OPENTOUR 2026: l’Accademia di Belle Arti di Bologna coinvolge 31 gallerie e presenta oltre 500 opere, tra premi, performance…
La pittura si sviluppa come una superficie in trasformazione, dove velature, abrasioni, stratificazioni e depositi di materia generano immagini instabili,…
Capolavoro giovanile del vedutista veneziano, il monumentale "Bacino di San Marco dal Canale della Giudecca" passerà al vaglio della casa…
"Aldo Salucci. Sospesi tra essere e divenire" è organizzata da CRAG – Chiono Reisova Art Gallery in collaborazione con Galleria…
Dopo oltre cinque anni di studi e di restauri, il capolavoro di Piet Mondrian della Collezione Peggy Guggenheim torna esposto…
La fotografia come catalogo del paesaggio industriale: attraverso più di 350 fotografie originali in bianco e nero, la mostra bolognese…