Categorie: venezia

fino al 31.VII.2008 | Daniel Sinsel | Venezia, Il Capricorno

di - 22 Luglio 2008
Sembra andare contro una pittura mainstream spettacolare e di grandi dimensioni che va di moda -ma anche una tendenza al gigantismo che si riscontra nella fotografia e nell’installazione- il lavoro che conduce con misurata raffinatezza Daniel Sinsel (Monaco di Baviera, 1976; vive a Londra), le cui ultime fatiche sono esposte nella galleria veneziana. Opere caratterizzate da una particolare concentrazione intellettuale, grazie a cui è possibile coniugare istanze e suggestioni eterogenee, talvolta in contrasto e volutamente spiazzanti.
Le matrici che danno origine a questa pittura sono molteplici e vanno a perdersi nella storia stessa dell’arte e, in particolare, proprio della pittura (che l’artista sembra aver perfettamente metabolizzato), al punto che le sue tele danno l’impressione di essere sopra ogni cosa una riflessione sul dipingere anziché l’effetto del dipingere.
Sono in questo modo visibili riferimenti alla scuola italiana del Quattrocento, dall’asciutta ieraticità di Piero della Francesca alla morbida consistenza degli azzurri delle Madonne belliniane, ma anche rimandi a una pittura che ama parlare e mostrarsi ricorrendo alla possibilità, propria dei simboli, di veicolare significato nascostamente. È il caso della tela che rappresenta un ramo tagliato e coperto di spine, grazie al quale l’artista (ri)evoca la lacerazione della carne comune a tanti martiri cristiani, nonché una possibile rappresentazione del fallo e della potenza virile e offensiva dell’organo, mutuata dall’immaginario omosessuale.

In altri lavori il simbolismo è meno sussurrato, come nell’olio in cui tre dorsi con natiche maschili ben in vista sono messi in contrapposizione con un flauto a becco posto trasversalmente; o nell’opera a tecnica mista realizzata a partire da una foto di Von Gloeden di tre ragazzi nudi ed efebici visti di spalle, sulla cui superficie Sinsel colloca della stoffa piegata a raviolo e tortellino, quasi a dire, con ironia, che entrambi i soggetti possono stimolare il nostro appetito (con esiti visivi che talvolta potrebbero ricordare la produzione di Richard Hamilton).
L’abile trama che l’artista sa ordire è così quella di un consapevole rimando alla storia della pittura, su cui gli è consentito ricamare dense miniature con un fil rouge di volta in volta erotico, malinconico, surreale, simbolista o, in ultima analisi, concettuale. Ecco così spingere una scultura di stoffa oltre la superficie (agendo additivamente dove Fontana voleva mostrare lo spazio absconditus) oppure disegnare un nastro le cui spire toccano la cornice della tela, memore delle prassi rinascimentale di cartigli et similia.

Solo che però sono, cornice e nastro, entrambi dipinti, finti, cioè oggetto di mimesi pittorica. E in un attimo si capisce che a essere rappresentata è la stessa rappresentazione.

articoli correlati
Sinsel in collettiva a Monfalcone
link correlati
Frieze recensisce la personale da Sadie Coles

daniele capra
mostra visitata il 30 maggio 2008


dal 17 maggio al 31 luglio 2008
Daniel Sinsel
Galleria Il Capricorno
San Marco 1994 (zona Fenice) – 30124 Venezia
Orario: da lunedì a sabato ore 11-13 e 17-20 o su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0415206920; galleriailcapricorno@libero.it

[exibart]

Visualizza commenti

  • Caro Capra, secondo me tortellini e ravioli di stoffa hanno una valenza più anatomica e lagati alla sessualità maschile.
    In quanto, il tortellino rappresenta l'anello anale e il raviolo la prostata, che hanno solo i maschi, entrambi sono legati all'argasmo che si ha stimolando la prostata dall'ano...caratteristico nei rapporti omosessuali ma anche etero ormai!!!

  • raffinatissima e acuta esegesi, aldo. certo, ora bisogna vedere cosa ne pensa giovanni rana...

Articoli recenti

  • Mercato

A Hong Kong, Christie’s mette all’asta la calligrafia

Calligrafia e pittura cinese protagoniste da Christie’s. In vendita opere rare di Wang Shouren, Tang Yin e il celebre Twin…

26 Aprile 2026 19:13
  • Cinema

«Fellini dirigeva immobile mentre tutto oscillava». Intervista al grande scenografo Dante Ferretti

83 anni, tre Oscar, cinque film con Fellini e nove con Scorsese: ai Musei di San Salvatore in Lauro, una…

26 Aprile 2026 14:00
  • Progetti e iniziative

Musei diffusi: l’arte alpina dell’Hotel Bellevue di Cogne

Fondato nel 1925, l'Hotel Bellevue di Cogne è una "casa" dove l'arte alpina non si guarda in teca, ma si…

26 Aprile 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #201, altre forme di identità culturali e pubbliche: Lorenzo Castore

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

26 Aprile 2026 9:30
  • Mostre

The Only True Protest is Beauty: il debutto veneziano di Dries Van Noten

Fino al 4 ottobre, la mostra inaugurale di Fondazione Dries Van Noten trasforma l’opulenza in uno spazio di riflessione, dove…

25 Aprile 2026 22:27
  • Mostre

Il ciclo vitale della natura, nelle opere di Brad Downey: la mostra a Reggio Emilia

A Palazzo Brami di Reggio Emilia, SPAZIOC21 presenta gli esiti della residenza artistica di Brad Downey: nel suo lavoro esplora…

25 Aprile 2026 20:20