La mostra intende illustrare il clima culturale delle corti ove si svolse la vicenda umana e politica di Bona, attraverso l’esposizione di un ricco e in parte inedito materiale documentario e di preziosi manufatti artistici.
Nel 1517 giunse al castello una delegazione inviata da Sigismondo I di Polonia per chiedere la mano di Bona Sforza, figlia di Isabella d’Aragona e di Gian Galezzo Maria Sforza.
Bona bella e dotata di una apprezzabile cultura formatasi alla corte di Bari, uno dei punti di riferimento più autorevoli nelle regioni meridionali, divenne la sposa di Sigismondo nel dicembre dello stesso anno.
L’esposizione vuol essere anche la testimonianza del mecenatismo promosso da Sigismondo I nel regno jagellonico e delle vivaci relazioni intrattenute da Bona con i maggiori centri del Risorgimento europeo.
Il percorso espositivo si svolge attraverso tre sezioni:
la prima è dedicata alla giovinezza di Bona tra le corti di Milano, Napoli e Bari. Medaglie, ritratti, dipinti, manoscritti, miniati, cinquecentine, tessuti e gioielli illuminano lo scenario familiare e i vari momenti della vita di corte, presentando le figure centrali della sua formazione umanistica.
Il nucleo centrale della mostra è dedicato alla regina di Polonia e l’opera di governo svolta da Bona nei domini della Corona jagellonica.Il salone e l’appartamento ducale fanno da cornice ai preziosi manufatti provenienti dal castello del
Wawel. Al visitatore si apre la suggestiva visione della piccola cappella, al pian terreno, che Bona volle dedicata a S. Stanislao patrono di Polonia.
La mostra si conclude con una copiosa documentazione sulla gestione a le attività svolte da Bona Sforza Duchessa di Bari: soprattutto piani di lavori pubblici e interventi nel tessuto edilizio delle città.Insieme a cartografie, vedute aeree, che illustrano il territorio e le città dei feudi meridionali, questa sezione accoglie opere monumentali attraverso fonti iconografiche e documentazione fotografica.
Dipinti e sculture, arredi sacri e codici liturgici, suppellettili, restituiscono ampiamente il clima culturale e le scelte legate all’entourage di Bona.
Cristiana Margiacchi
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