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Finissage | Goldschmied & Chiari, Ernesto Leal, Grethell Rasúa, Tonel, Welcome/Goodbye | Torrione Passari, Molfetta

di - 17 Gennaio 2016
Dall’esterno è uno degli edifici in pietra del centro storico di Molfetta, all’interno è uno spazio espositivo per l’arte contemporanea. Il Torrione Passari ospita anche quest’anno, e forse per l’ultima volta, il progetto espositivo avviato nel 2002 da Giacomo Zaza e Michela Casavola.  Una faticosa storia pugliese, di quelle che senza grandi sostegni pubblici ha contaminato l’austerità dell’edificio quattrocentesco di una città marinara con le opere di artisti affermati sulla scena contemporanea.  Gli interventi si sviluppano tra il piano terra e il secondo piano con una cesura costituita da un’abitazione privata, sul cui pianerottolo si trovano spesso panni stesi, e la contaminazione delle atmosfere tra passato e presente tocca quest’anno a Ernesto Leal, Grethell Rasúa, Tonel e al duo Goldschmied & Chiari con “Welcome / Goodbye”, curata a quattro mani dalla coppia Casavola e Zaza.
Naturalmente politico l’intervento dei tre artisti cubani che nel caso  del video El hueco en el discurso (2010) di Leal denuncia la censura dell’informazione a Cuba. L’artista tenta ossessivamente di iniziare un discorso e il non detto è anche la chiave per decifrare la caratteristica dei discorsi politici che riempiono di retorica il nulla. Ancora più diretto un video del 2005, Castigo (repetir 100 veces), ispirato alla pratica punitiva degli insegnanti cubani che fanno scrivere e ripetere ai propri alunni una parola o una frase all’infinito. In questo caso la frase “El pueblo no existe” diventa proprio nell’isola di Fidel  Castro una provocazione  paradossale.

Para el bien Mayor di Grethell Rasúa si ritrovano i segni di tempi politici in fase di cambiamento, il video documenta la performance fatta nel 2015 per la XII Biennale dell’Avana, di cui Giacomo Zaza è stato uno dei curatori, mettendo insieme la tradizione delle azioni femminili in pieno stile sudamericano (Ana Mendieta, Regina Galindo) e l’idea del perdono e della purificazione presente nelle culture cristiane e tribali. Idea che passa attraverso il sangue versato o nel suo caso “prelevato” da un’attenta infermiera mentre l’azione di redenzione è sancita da un rito collettivo, che vuole essere amorevole, ma che, sotto gli scatti di decine di telefonini, si trasforma in evento mediatico.
I due interventi a parete di Tonel riprendono la serie Blurred realizzata tra il 2009 e il 2012, dedicata alla crisi finanziaria con riferimenti ai protagonisti (Merkel e Sarkozy) e agli eventi della politica europea, collegati alla dittatura di Ceausescu, alla guerra fredda ma anche agli indici delle borse internazionali, ai disastri nucleari e alla globalizzazione perversa del sistema finanziario.
Sara Goldschmied & Eleonora Chiari ci riportano in Italia con lo sguardo diretto all’America Latina. Le trentadue sagome specchianti, installate nella sala circolare del torrione, rievocano nel titolo, Hiding the Elephant, una magia di Harry Houdini, che fece scomparire un elefante, ma denunciano l’azione delle dittature sudamericane.  Volti di intellettuali, politici, giornalisti ruotano e oscillano tra giochi di riflessi ed emissioni di fumo, sono  gli oppositori politici scomparsi o volutamente dimenticati. Per la prima volta in uno spazio pubblico le due artiste scrivono anche la parola “Patria”, con le pietre e i calcinacci provenienti dal centro storico di Molfetta, con cui frantumano e riducono in macerie il concetto di nazione.
Marinilde Giannandrea
mostra visitata il 29 dicembre 2015
Dal 19 dicembre 2015 al 17 gennaio 2016
Goldschmied & Chiari, Ernesto Leal, Grethell Rasúa, Tonel
Welcome/Goodbye
a cura di Michela Casavola e Giacomo Zaza
Torrione Passari, via Sant’Orsola, 70058 Molfetta (Bari)
orari di apertura: tutti i giorni 10.30-13.00 e 17.30- 21.00 – ingresso gratuito
visite guidate su prenotazione info: Luisa De Palo e-mail: luisadepalo@gmail.com

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