Categorie: altrecittà

Fino al 18.I.2018 | Matvey Levenstein, New works | Galleria Lorcan O’Neill, Roma

di - 12 Gennaio 2018
La bella galleria Lorcan O’Neill nel cuore di Roma si anima per la terza volta dei dipinti velati ed evanescenti dell’artista Matvey Levenstein. Olii dalle tinte morbide e sfumate rendono i paesaggi di Orient e le nature morte domestiche eteree, impalpabili, pronte a svanire da un momento all’altro. La visione dell’artista viene resa dalla sua abilissima mano pronta a coglierne la luce, l’emozione e la suggestione per trasportarci in una dimensione onirica. L’artista trae ispirazione da una natura poco contaminata dagli uomini, quella che si armonizza silenziosa e si anima attraverso la luminosità delle sue tinte, quella dei cimiteri. Tra i vari lavori esposti uno in particolare ci colpisce nella galleria: Winter. Un cimitero storico dove vicino alle due lapidi di facoltosi americani c’è anche quella del loro schiavo per evitare una sepoltura triste e solitaria. Un’”America bene” quella che ci racconta Levenstein, un messaggio importante che seppur sommesso riecheggia come un’eco in una valle, ovvero: per quanto i titoli cambino i ruoli e categorizzino le persone alla fine i legami che si instaurano vanno più in là delle nomine stesse. Le opere non rappresentano solo interrelazioni tra persone, ma anche il rapporto tra uomo e natura, una relazione letta in chiave romantica come espressione tangibile del divino in terra, l’immanenza dello spirito che si concretizza nel mondo sensibile in cui l’uomo è destinato a cadere. Per l’essere umano la spiritualità è una tappa necessaria e se ne serve per perfezionarsi in una continua e perenne tensione mirata all’automiglioramento.
Matvey Levenstein, New Works, vista della mostra
La natura, per sua essenza, scuote animi e menti manifestando nell’uomo emozioni forti ma là dove l’osservatore riesce a percepire e a cogliere una piccola forma di bellezza tra i vari elementi di inquietudine e di meraviglia che la costituiscono si realizza il concetto di sublime, così come teorizzò Edmund Burke. Matvey Levenstein, un’artista proteso allo studio della pittura membro di un gruppo di artisti formatisi alla Yale School of Art tra cui ritroviamo anche altri importanti nomi, come Lisa Yuskavage, Richard Phillips e John Currin, ebbe una formazione esemplare che lo ha portato a declinare la sua magistrale tecnica, nonché la sua creatività, su diversi supporti passando dalla tela al rame dando al colore quella lucentezza in più tipica del metallo prezioso. Nature morte e ambienti domestici, oggetti della quotidianità, continuamente riposizionati e in dinamicità creano infinite chiavi di lettura da reinterpretare senza mai cadere nella banalità e nella casualità. Opere dalle dimensioni grandi e piccole fanno entrare lo spettatore in un’atmosfera evanescente rimanendo in quel torpore sognante e riflessivo, avvolti in un alone di armonia alla quale cerchiamo costantemente di aggrapparci.
Valentina Muzi
Mostra visitata il 20 dicembre
Dal 26 novembre al 18 gennaio 2018
Matvey Levenstein, New works
Galleria Lorcan O’Neill,
Vicolo Dei Catinari, 3 Roma
Orario: da martedì a sabato 11:00 – 19:00
Info: www.lorcanoneill.com

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