In particolare i video proposti ci riportano l’atmosfera e la forza dirompente delle azioni degli architetti radicali, svelando le strutture gonfiabili Urboeffimeri di Ufo, gli happening progettuali con le proiezioni spaziali sul Ponte Vecchio dei 9999 e i concerti e gli allestimenti allo Space Electronic, il leggendario locale di Firenze. I fotomontaggi di Superstudio come Monumento continuo e il video Supersuperficie/Vita, ci manifestano invece la loro visione urbana utopica, in cui già si prefigurano i temi della contemporaneità, come il gigantismo della scala urbana e l’elaborazione di modelli architettonici di urbanizzazione totale. Dal grido di Lapo Binazzi/UFO “Apriamo un dibattito!”, durante gli incontri emergono molti elementi di riflessione, legati soprattutto al fatto che ci troviamo davanti ad una visione comune da parte dei gruppi costituenti ( tra l’altro riuniti nel 1973 nella Global Tools presso la rivista Casabella su specifici temi). Gli architetti Radicali da tempo annunciavano una società in cui la tecnologia avrebbe avuto un ruolo dominante; si iniziavano a ipotizzare strutture architettoniche ibride, con tecnologie sofisticate che collegavano spazi abitativi e natura. Un mondo e una società non suddivise in classi ma unite in un sistema nodale di connessioni: la Rete. In tempi ancora lontani da internet e dai social network, secondo il concetto sviluppato da Marshall McLuhan nel 1964, ci troviamo così davanti alle prime ipotesi di “Villaggio Globale”.C’è quindi da augurarsi che l’architettura radicale abbia l’opportunità di avere un campo di riflessione più ampio rispetto a quello che gli è stato finora riservato dalla critica istituzionale e che sia anche possibile raccogliere e studiare quanto più materiale a riguardo, affinché le venga riconosciuto il giusto ruolo di avanguardia italiana. I giovani architetti e designer dovrebbero partire dalle immagini e dalle parole indimenticabili di questi protagonisti, prima di attraversare il ponte di ferro sulla stazione di Porta Genova per poi dirigersi verso le affollate zone del design in cerca delle grandi novità. Qui al Pecci è Superarchitettura.
laura tedeschi
Mostra visitata il 16 aprile 2011
dal 7 aprile al 21 maggio 2011
ARCHITETTURA E UTOPIA IN TOSCANA (1968-1973) Visioni e riflessioni
Eventi fuori salone, in occasione del Salone Internazionale del Mobile 2011 12– 16 aprile 2011
Nell’ambito del progetto INVITO AL VIAGGIO
sostenuto da Regione Toscana / Toscana Promozione, con il patrocinio del Comune di Prato
Museo Pecci Milano
Ripa di porta Ticinese 113, Milano
(M2 stazione Porta Genova; tram 2 fermate Ripa Ticinese d’Adda)
Orari : da martedì a sabato, ore 15.00 – 19.00
Ingresso: Libero
Informazioni: Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci
Tel. +39 0574 5317
+39 0574 5317
www.centropecci.it
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Più che superarchitettura, qui si mostra l'impero dell'effimero. La buona architettura dell'uomo ha ben altre sfide d'affrontare. Visto lo scempio del territorio e dell'ambiente umano.
E quali sarebbero le sfide? Continuare il patchwork degli ultimi anni? Definire la forma dell'architettura sostenibile e ri-proporla nelle più svariate combinazioni?