I pigmenti naturali accesi dal fiato batterico esplodono in macchie e sgocciolature fantastiche, Tt_4995 (2011), o in voragini fumose che sembrano evocare le esalazioni di riti divinatori: TT_5009 (2011). La creazione delle opere avvenuta per ovvie ragioni, a ridosso della mostra, pare aver impresso il tempo della proliferazione delle muffe sul piano della tela: TT_3484 (2011), divenuta fotografica testimone del divenire atmosferico: TT_3488 (2011). I raffronti con le opere di Emblema oltre che formali, Senza titolo (1984), sono squisitamente metodologici.
Il vuoto di intervento derivato dai lavori del maestro campano con la luce e le terre naturali del Vesuvio lasciate agire su tele di “iuta colorata”, in Ttozoi diviene una pausa di osservazione sul libero arbitrio con cui si dispiega la vita all’interno di una genesi incompiuta, un’operazione che tracima dai soliti e logori ripiegamenti sui mezzi tecnici dell’arte per restituirle un senso religioso ed universale. Concludendo, un’altra prova eccellente per due artisti di talento che ricevono meritatamente il testimone della tradizione informale italiana.
mosè previti
mostra visitata il 26 maggio
dal 26 maggio al 23 luglio 2011
TTOZOI – Emblema Elogio della pausa
a cura di Emanuele Leone Emblema
Galleria Yvonneartecontemporanea
Contrà Porti 21,
36100, Vicenza
Da martedì al sabato domenica: ore 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.30
lunedì chiuso
info: +39 0444 021105
Email: www.yvonneartecontemporanea.com info@yvonneartecontemporanea.com
[exibart]
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