Categorie: altrecittà

fino al 28.VIII.2005 | Lucio Fontana e la sua eredità | Castelbasso (te), sedi varie

di - 23 Agosto 2005

L’opera di Lucio Fontana (Rosario di Santa Fé, Argentina, 1899 – Comabbio, Varese, 1968) è stata analizzata fin nei suoi aspetti più nascosti. Non c’è storico dell’arte che non si sia prima o poi confrontato con questa pietra miliare dell’arte del Novecento. Poi ci sono state le celebrazioni del centenario, che hanno fatto del 1999 “l’anno di Fontana”, con convegni, mostre, pubblicazioni scientifiche.
Questa mostra, curata da Silvia Pegoraro nel borgo di Castelbasso, vicino Teramo, propone oggi un approccio impegnativo e arduo, ponendo l’attenzione sull’eredità di Lucio Fontana. Un terreno ostico. I grandi innovatori della storia dell’arte, si sa, ammettono infatti l’imitazione, difficilmente la continuazione. Basti pensare a Caravaggio: nel caso del suo vasto ed allargato seguito la storiografia ha sempre parlato di caravaggismo, che è più una maniera che una scuola; addirittura Bartolomeo Manfredi inventava il Manfrediana Metodus, una sorta di canone da seguire per imitare analogicamente il “maestro”.
Il caso di Fontana è ovviamente diverso, tuttavia la sua riflessione su uno spazio concettuale, trascendente, metafisico, assume il valore della monade pitagorica, diventa un elemento universale e come tale è difficile pensare ad una concreta successione causale. In ogni caso si tratterebbe di una eredità inesigibile. Altrettanto innegabile del resto è l’enorme influenza dell’opera di Fontana sulla nascita di nuove temperie creative, su una diversa disposizione ad affrontare determinate tematiche costruttive e spaziali; ambiti esplorati con grande accuratezza e rigore scientifico da questa mostra che, con coerenza storica ed oculata scelta di autori ed opere, cerca di trarre un filo dalle diverse declinazioni del magistero fontaniano.
Il nucleo centrale è rappresentato ovviamente dall’opera di Fontana stesso, ampiamente illustrata nelle sue diverse espressioni dai trenta lavori esposti, alcuni dei quali inediti: dai vari “Buchi” e “Tagli”, ad alcune straordinarie ceramiche policrome, a due “Teatrini” del ’64. Un’ampia ed articolata selezione, con un tratto unificante che così la curatrice pare individuare, nel suo saggio in catalogo: “I mezzi espressivi – fra i quali è da includere dunque anche lo spazio stesso dell’opera – non servono a produrre l’opera, ma sono l’opera”. Fra gli eredi di Fontana proposti non poteva mancare Piero Manzoni, vicino all’artista anche nella sua breve esistenza, forse fra i suoi più diretti continuatori, anche a livello concettuale: “Le “linee” infinite di Manzoni –scrive ancora Pegoraro- possono trovare un collegamento con i “tagli” di Fontana, soprattutto se questi vengono intesi nella loro essenza ideale, non gestuale”. Nella dinamica spazio reale-spazio virtuale operano anche Enrico Castellani, presente in mostra con le sue rigorose introflessioni-estroflessioni di tessuto, ed Agostino Bonalumi, che presenta superfici più articolate e sagomate, quasi “organiche”. Diversa è la posizione di Paolo Scheggi, in cui la dinamica spaziale appare meno lirica e più costruita, quasi meccanica, ottenuta con la sovrapposizione di diversi piani sagomati. In un’ottica differente interagiscono con lo spazialismo alcuni protagonisti dell’arte Cinetica ed Optical, come Getulio Alviani, Gianni Colombo e Grazia Varisco, più coinvolti dagli aspetti attinenti alla percezione ed a certe aperture alla tecnologia, oltre che dall’essenziale ruolo della luce come costruttrice dello spazio. Un’altra sezione accoglie poi le opere di alcuni artisti più giovani, che comunque nella loro ricerca testimoniano, a vario titolo, la persistenza e l’intangibilità delle aperture di Fontana: Carlo Bernardini, Pino Barillà, Nicola Evangelisti, Emanuela Fiorelli, PaoloRadi.

Una menzione meritano sicuramente l’allestimento, con uno spazio espositivo molto curato che sorprende trovare in un piccolissimo borgo perso nella campagna abruzzese, il bel catalogo Skira e l’impeccabile organizzazione, che addirittura propone oggetti di merchandising che siamo abituati a trovare solo in grandi istituzioni museali. In conclusione una buona mostra con qualche forzatura critica, che riteniamo tuttavia inevitabile quando si vuole fare realmente critica, e non mera compilazione.

articoli correlati
Lucio Fontana e il mosaico di Cantù
Lucio Fontana – le ceramiche

massimo mattioli
mostra visitata il 4 agosto 2005


Lucio Fontana e la sua eredità
A cura di Silvia Pegoraro
Castelbasso (te), sedi varie
Info: 0861508000
Orari: Tutti i giorni dalle 19 alle 24
Catalogo: Skira


[exibart]

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Le Luchadoras di Elena Ketra da New York a Venezia: la parola all’artista

Dopo la residenza all’ISCP di New York, Elena Ketra porta alla Fondazione Marta Czok di Venezia una nuova edizione di…

10 Giugno 2026 13:30
  • Arti performative

Con SUQ Festival 2026, Genova guarda al futuro dell’intercultura

Dal Libano all’Iran, da Brecht alla Palestina, il SUQ torna al Porto Antico con un’edizione che mette al centro dialogo,…

10 Giugno 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Devota: a Bellano una mostra diffusa per (ri)scoprire il sacro nell’arte contemporanea

BAC Bellano Arte e Cultura propone un percorso espositivo dislocato sul territorio, tra chiese, pievi e oratori, che reinterpreta l’ex-voto…

10 Giugno 2026 11:35
  • Mercato

Art Basel 2026, istruzioni per l’uso: tutte le sezioni, le novità e gli eventi da non perdere

Tra opere tenute segrete fino all'ultimo momento, la nuova Unlimited, l’arte digitale di Zero 10 e Parcours che invade la…

10 Giugno 2026 11:21
  • Arte contemporanea

Sagrada Familia, completata la Torre di Gesù: l’arte contemporanea nel cantiere di Gaudí

A cento anni dalla morte di Gaudí, la Sagrada Familia completa la Torre di Gesù, con la benedizione di Leone…

10 Giugno 2026 10:47
  • Bandi e concorsi

La pittura nell’epoca delle verità parallele: torna il Premio Morlotti-Imbersago

Aperte le candidature per la 19ma edizione del Premio Morlotti-Imbersago per artisti under 35: il tema del 2026 riflette su…

10 Giugno 2026 9:43