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Fino al 7.VI.2014 | Fabrizio Cotognini | Per Aquam | Museo Archeologico Provinciale, Salerno

di - 5 Giugno 2014
La Fondazione Filiberto Menna – Centro Studi d’Arte Contemporanea avvia un ciclo di mostre al Museo Archeologico Provinciale di Salerno tra la primavera e l’autunno 2014, a cura di Antonello Tolve e Stefania Zuliani. Gli eventi seguono un filone di ricerca in cui è centrale la “contemporaneità dell’archeologia”, l’indissolubile rapporto tra passato e presente, un “anacronismo necessario” che pone in dialogo alcuni giovani artisti contemporanei, Elena Bellantoni, Fabrizio Cotognini, Giulia Palombino, Gian Maria Tosatti e Ivano Troisi, con le collezioni e con il Museo, Istituzione e struttura architettonica d’eccellenza.

L’articolato progetto critico ed espositivo si riallaccia alle teorie del critico salernitano Filiberto Menna, secondo cui è necessario reinserire l’arte nel processo vitale della città ed alleviare il Museo dal ruolo di custode delle memorie rendendolo luogo di riflessione e propulsore di nuove esperienze linguistiche. Pone infatti l’accento sul processo creativo, interrogandosi sui tempi e sui luoghi dell’opera attraverso installazioni site specific che modificano provvisoriamente lo spazio, includendo il pubblico in una riflessione sull’imperfezione del tempo e sulle sue incessanti ed imprevedibili conversioni.
Il primo dei cinque artisti coinvolti è Fabrizio Cotognini con il progetto Per Aquam, che esegue un’operazione quasi mimetica, disseminando i suoi lavori in tutta la struttura, accompagnando così  il pubblico nella sua personalissima rilettura dell’antichità e delle collezioni. Il lavoro di Cotognini è caratterizzato da un particolare uso del disegno, tecnica che gli permette di attraversare delicatamente la memoria e la storia, seguendo una ricerca che ha alla base una profonda conoscenza del panorama storico-artistico da cui si lascia ispirare.
Particolarmente influenzato dalla poesia visiva, il lavoro dell’artista è un continuo incontro tra segno, disegno e scrittura, fondamentale tris di elementi per la creazione di un’opera poliedrica che si concretizza nella realizzazione di leggendari esseri Ittomorfi, una sorta di bestiari contemporanei, o alcune Libellule in vetro di Murano, simbolo, secondo la tradizione orientale, della forza interiore e del tormentato spirito del guerriero, in relazione con gli antichi elmi conservati nelle teche.
L’ambiguità e l’ambivalenza di un progetto basato sull’idea di ibrido è espressa anche nel dittico Meduse/Medusas, un light box che evoca mitologia e natura, l’immagine doppia della bellezza e delle sue insidie, affascinante e spietata come la figura mitologica e la sensuale specie marina.
L’esposizione culmina al secondo piano del Museo con Desantnik USV50, un casco da palombaro degli anni venti del secolo scorso che evoca il ritrovamento di uno dei più preziosi reperti del museo: la testa bronzea di Apollo del I secolo a. C., rinvenuta nelle acque del golfo di Salerno. Lo scafandro è anche il simbolo dell’ “archeologia contemporanea”, dell’incessante ricerca di tracce del presente nelle profondità del passato.
Il mare è l’elemento attorno a cui ruota l’intero progetto artistico, un omaggio al Tirreno e ai suoi tesori riemersi, che raccorda le opere e il luogo e in cui ci si inabissa grazie ad una traccia acustica, Immersione, realizzata in collaborazione con il sound artist Carlo Marchionni, una combinazione di texture sonore di origini naturali che sottolineano la presenza dell’acqua che vela e disvela, archivio di memorie che custodisce e restituisce i frammenti di una storia mai troppo lontana.
Ilaria Tamburro
Mostra visitata il 7 maggio 2014
Dal 7 maggio al 7 giugno 2014
Tempo Imperfetto. Sguardi presenti sul Museo Archeologico Provinciale di Salerno
Fabrizio Cotognini
Per Aquam
Museo Archeologico Provinciale di Salerno
Via San Benedetto 28
84122 Salerno
Orari: dal martedì alla domenica  9.00 – 19.30
Info: T +39 089 231135

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