In occasione del primo festival dedicato alla poesia a Cremona, il curatore Fabrizio Bondi e l’artista Filippo Centenari (Cremona, 1978), hanno ideato una mostra-evento dedicata alla figura di Luigi Pasotelli (Cremona 1926-1993), artista cremonese eccezionalmente prolifico, la cui opera è ancora poco nota.
Pasotelli si dedicò principalmente alla poesia sperimentale, alla ricerca sonora e visiva, alla performance linguistica e fonica, elementi che ben si prestano ad un allestimento che va oltre le regole canoniche. Attingendo dalla ricca produzione conservata presso la Biblioteca Statale di Cremona e alla collezione privata della famiglia Pasotelli, Bondi e Centenari si sono confrontati in una re-interpretazione dell’attività creativa di Pasotelli, ispirandosi ai temi del sacro, dell’arcano e del profano. L’interazione del duo curatore-artista ha dato vita ad un percorso che spazia dall’esposizione dei collage e delle poesie visive all’uso di strumenti multimediali, in un allestimento che sfrutta a pieno la struttura del Centro culturale San Vitale. La sede della mostra era, infatti, originariamente una chiesa, e si è rivelata un luogo quanto mai adatto ad ospitare alcune delle più espressive creazioni di Pasotelli. L’immagine di questo personaggio eclettico e ruggente emerge dalle opere di grafica esposte, che provengono dal bestiario Serraglio (25 poemi fonovisivi, 1982-1992), dai collage Rebus, dal “poemetto mnemofonico” Bo e da numerosi documenti inediti, scritti e fotografie.
Attraverso le opere si insinua la voce di Pasotelli, che acquista un ruolo di guida evocativa, grazie alla preziosa testimonianza in video in cui rivivono le rime di Serraglio. La proiezione è un documento di eccezio
La mostra stessa ha una dinamica volutamente fluttuante, intervallata da momenti di quiete offerti dalla contemplazione dei disegni, dei testi e dei collage esposti, fino ad arrivare al centro dell’esposizione, che porta direttamente all’abside della chiesa. Non a caso il catino absidale –come lo stesso curatore Bondi fa notare– è scelto come deposito degli scritti originali di Pasotelli, adagiati in ordine sparso a formare un “bacino” che sia in grado di accogliere la dirompente forza creatrice della parola, della scrittura, dell’arte.
silvia scaravaggi
mostra visitata il 25 maggio 2007
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