Categorie: altrecittà

Fino all’8.I.2017 | Casa Futura Pietra | Ipogei Capparelli, Siponto

di - 21 Dicembre 2016
Non conosce soste né cedimenti il progetto “Casa Futura Pietra”, organizzato in Puglia dall’Associazione Eclettica Cultura dell’Arte e promosso dall’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia nell’ambito del più ampio progetto di promozione del territorio “InPuglia365”. Curato da Giusy Caroppo, ha già visto la partecipazione, tra gli altri, di artisti del calibro di Bizhan Bassiri, Alvin Curran, Jimmie Durham, Tony Fiorentino, Ugo La Pietra, Vito Maiullari, Kei Nakamura, ripercorrendo finalità e successi di “Intramoenia Extrart” e “Watershed”, progetti a cui, da oltre un decennio, si deve la diffusione in regione dell’arte contemporanea, sempre allocata in luoghi monumentali e in proficuo dialogo con il passato. “L’idea portante di Casa Futura Pietra – ha dichiarato la curatrice – è quella di promuovere la buona pratica di un museo temporaneo diffuso con valenza di lettura sociale. Nel suo insieme, il progetto si propone come viaggio ideale che dalle viscere della terra risale, con la pietra come elemento di congiunzione simbolica, a un’idea di città ecologica e a dimensione umana”.
Dopo la tappa nel cinquecentesco Palazzo Tupputi a Bisceglie, la rassegna è approdata in Capitanata, negli Ipogei Capparelli a Siponto (Manfredonia), suggestivo sito funerario e abitativo restaurato da meno di un anno, frequentato fin dall’epoca dei dauni e collocato tra la basilica di Santa Maria Maggiore e l’abbazia di San Leonardo, splendidi complessi romanici a pianta centrale, tra i meglio conservati in Italia. Sculture, video, interventi installativi, performance, ridefiniscono gli spazi in un approccio sinestesico e autenticamente coinvolgente, aprendo ad una riflessione plurima su molteplici rapporti: arte contemporanea e archeologia, idea e materia, architettura e paesaggio, memoria e ragione.

Si parte con l’installazione luminosa Sud di Daniela Corbascio (gemella di quella già installata sul Palazzo della Provincia a Bari), in cui i tre elementi costituenti l’opera, luce, parola e direzione, rinviano ad un luogo preciso, storicamente connotato, vissuto e sognato, reale ed immaginifico insieme. Ad una duplice identificazione, sia storica che geografica, allude anche il lavoro di Igor Imhoff, artista pugliese di stanza a Venezia, con un passato di residenza a Manfredonia. Il suo video mapping interattivo multicanale Anafora reinterpreta in chiave tecnologica iconografie daune e segni arcaici evocando il viaggio come dimensione di passaggio e coinvolgendo attivamente lo spettatore, la cui sagoma, per mezzo di apposita strumentazione, è proiettata sulla parete ed interagisce con la figurazione proposta.
Intervento localizzato è anche quello di Francesco Giannico, musicista elettroacustico e video artista, tra i fondatori dell’Archivio Italiano Paesaggi Sonori. In Earth Mood compone suoni della zona in una melodia elettronica che, in un crescendo di sonorità e colori, si relaziona con i labirintici spazi di una grotta scavata dall’uomo, ponendo in continuità arte e natura, passato e futuro. Sul binomio luce-ombra lavora, invece, Andrea Aquilanti che trasforma la torretta sovrastante gli ipogei in un luogo ambiguo, chimerico. L’ombra dello spettatore, generata da un faro, è catturata e ricollocata, ancor più simile al vero, in spazi residuali. Mentre l’ombra naturale si sposta con i ritmi del sole quelle registrate rimangono immobili, instradando alla riflessione sul rapporto tra la rigida riproducibilità tecnologica e la fascinosa mutevolezza della natura. Sul confine tra artificiale e naturale si assestano anche i lavori scultorei di Jason Middlebrook, artista americano influenzato dall’estetica minimalista ma con indovinate aperture popular e concettuali. Tre lavori in legno e un assemblaggio di cucchiaini in acciaio inossidabile testimoniano un profondo senso estetico, rievocativo di meccanismi memoriali e di aspirazioni sistematizzanti. Al funzionamento della memoria rinvia anche l’installazione ambientale dei coniugi Poirer. Già presentato a Modena, Il labirinto della memoria del 2007 è una stanza di specchi in cui parole e riflessi parafrasano l’attività cerebrale che registra, cancella, immagina e ricostruisce. Ai concetti di famiglia, ospitalità e convivenza rinviano i lavori multimediali di Agnese Purgatorio e Francesco Schiavulli. La prima presenta tre opere video in cui luoghi ed etnie entrano in contatto tra loro in una dimensione poetica, frutto di una lirica rivisitazione della realtà. Schiavulli, invece, si esprime, in chiave video e performativa, assumendo tra uomini maghrebini a emblema di clandestinità ma anche di convivialità e amore. Otto artisti, differenti per età, provenienza e mezzi espressivi, impegnati a livello internazionale in pratiche ambientali, sociali e multimediali, raccontano vicende eterogenee, indagando le molteplici relazioni tra locale e globale, reale e metaforico, in un’esperienza ambientale tutta da vivere.
Carmelo Cipriani
mostra visitata il 3 dicembre
Dal 12 novembre all’8 gennaio 2017
Casa Futura Pietra
Ipogei Capparelli
Km 169.130 della SS89, 71043 Siponto-Manfredonia
Orari: dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00
Info: +39 0884 581998 info@ecletticaweb.it www.intramoeniaextrart.it/casafuturapietra

Nato a Terlizzi nel 1980, è giornalista, critico d’arte e curatore indipendente. Dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università degli Studi di Lecce, si perfeziona sull'Arte del Novecento all'Università degli Studi di Bari. Già cultore della materia in Museologia presso l’Università degli Studi della Calabria e docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Vibo Valentia, ha condotto studi specialistici e curato mostre per Soprintendenze, istituzioni e musei.  

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